Posts Tagged ‘Velocista’

Pista, l’Italia è d’oro  Bronzini regina dei punti 

venerdì, aprile 3rd, 2009

Nell’ultima giornata dei Mondiali in Polonia l’azzurra si impone d’autorità sulla cubana Gonzalez e sull’inglese Armitstead. Per l’Italia è il terzo titolo in cinque anni nella corsa a punti dopo quelli di Vera Carrara

Giorgia Bronzini, 25 anni, oro nella corsa a punti iridata. Reuters
Giorgia Bronzini, 25 anni, oro nella corsa a punti iridata. Reuters
PRUSZKOW (Polonia), 29 marzo 2009 – Oro per l’Italia nella corsa a punti ai Mondiali su pista che ci concludono oggi a Pruszkow, periferia di Varsavia (Polonia). Con grande autorità Giorgia Bronzini, piacentina di 25 anni, ha vinto il titolo mondiale: con 18 punti ha preceduto la cubana Yumari Gonzalez (15) e l’inglese Elizabeth Armitstead (13). Per l’Italia è il terzo titolo in cinque anni nella corsa a punti, visto che nel 2005 e 2006 si era imposta la bergamasca Vera Carrara, bronzo anche nel 2002, 2004 e 2008.
LA GARA – Una corsa serratissima, gestita con grande intelligenza dall’azzurra, che si è assicurata il titolo conquistando il penultimo . Bronzini è la “Petacchi” in gonnella, cioè la miglior velocista azzurra. Fortissima anche su strada, è stata terza al Mondiale di Stoccarda 2007. Su pista, in questa stagione, aveva vinto la Coppa del Mondo di specialità e il Mondiale era diventato quindi il suo appuntamento di primavera. “Avevo tanta rabbia in corpo dopo il mio quarto posto nello scratch e quello della Frisoni sia nell’omnium sia nel keirin – spiega la Bronzini -. Questa è la mia rivincita su tutto. Ci tenevo a questa corsa, era la ciliegina che mi mancava. Sono stata guidata in modo perfetto da Dino Salvoldi (il c.t. azzurro, ndr) e dedico la medaglia a tutto lo staff che mi ha supportato benissimo e a tutte le persone che, da casa, hanno fatto il tifo per me”.

via  http://www.gazzetta.it/Ciclismo/Primo_Piano/2009/03/29/bronzini.shtml

Tra Cunego e il trionfo  resta solo il Gibbio

venerdì, marzo 27th, 2009

Nella penultima della Settimana Coppi e Bartali, sfreccia l’ucraino Metlushenko che brucia Napolitano e Chicchi. Domani duello finale tra il veronese, leader della generale, e l’australiano Evans

Yury Metlushenko vince la 4ª tappa della Coppi e Bartali davanti a Danilo Napolitano e Francesco Chicchi. Bettini
Yury Metlushenko vince la 4ª della Coppi e Bartali davanti a Danilo Napolitano e Francesco Chicchi. Bettini
FINALE EMILIA (Modena), 27 marzo 2009 – Fra i due velocisti, il terzo gode. Fra Danilo Napolitano e Francesco Chicchi, vince Yuri Metlushenko, 33 anni, ucraino-bergamasco (abita a Azzano San Paolo), sposato (con Natalia), laureato in Sport (può insegnare educazione fisica e fare il direttore sportivo), specializzato in volate. Ai 500 metri il punto cruciale: una curva a 90 gradi verso destra, poi una rotonda verso sinistra. Lì il treno della Katusha (per Napolitano) si era già spento e l’ultimo uomo Corioni (per Chicchi) si è inchiodato, così è rimasto davanti un australiano che si chiama Inghilterra (England, all’anagrafe) e che ha lanciato il compagno Metlushenko. Napolitano e Chicchi, partiti quasi da fermi, hanno tentato la rimonta, ma non l’hanno completata. Cunego resta al comando della generale con 28″ su Evans.
Yuri si è costruito questa filosofia: “Non sei tu che ti scegli la vita, sono gli altri che la scelgono per te”. Lui si riferisce alla carriera di corridore: professionista dal 2002, è sempre rimasto ai margini del grande . “E nel 2005, senza , sono tornato fra i dilettanti: 13 vittorie in Ungheria, Polonia e Ucraina”. L’anno scorso è entrato nell’Amore & Vita-McDonald’s: due vittorie negli Stati Uniti, una in Canada, tre in Ucraina. “Da bambino esisteva ancora l’Unione Sovietica e nelle giornate nazionali dello sport si faceva di tutto: dalla lotta greco-romana al calcio. Ho scelto il e ne ho goduto i privilegi, prima come atleta, negli studi e nei viaggi, poi come militare, indossando la divisa solo il giorno del giuramento”. Il pericolo è il mestiere del velocista: “Rotte le ginocchia, una spalla, la faccia… Ma se avessi voluto salvare i lineamenti, avrei giocato a golf”.
In una classifica dei velocisti, Metlushenko si mette al quinto posto: “Primo Napolitano, secondo Bennati, terzo Petacchi, quarto Chicchi. Con Cavendish fuori categoria”. Il suo sogno si chiama Roubaix: “In Ucraina si dice che ’i carrarmati non volano’. E così farei anch’io sul pavè: troppo pesante per ballarci sopra. Peccato che non potrò mai correrla”. Napolitano è deluso: “Un’altra occasione persa. Il problema è che siamo partiti troppo lunghi, ho cercato di farlo capire ai miei compagni, invece loro hanno dato tutto, ma non è bastato. Così nel finale mi sono trovato da solo”. Chicchi è amareggiato: “Anch’io sono rimasto solo. Poi sono partito sulla sinistra, troppo vicino alle transenne, e in quell’attimo mi sono anche ricordato di due anni fa, quando sono caduto e ho compromesso la stagione”. Domani quinta e ultima : Cunego-Evans, duello sul Monte Gibbio.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/Primo_Piano/2009/03/27/coppiebartali.shtml

Cronosquadre alla Isd  Festa per Gatto e Napolitano

martedì, marzo 24th, 2009

La di Scinto vince la prova contro il tempo e conquista con il veneto la maglia di leader. Nella prima semitappa della settimana “Coppi&Bartali” il velocista della Katusha aveva battuto allo lo sloveno Kump e Rossi

La ISD al gran completo sotto la pioggia. Bettini
La ISD al gran completo sotto la pioggia. Bettini
RICCIONE (Rimini), 24 marzo 2009 – In un paio d’ore si è trasformato dal “Gatto che miagola” al “Gatto che graffia”, cioè dal corridore che si deve gettare nella volata e invece se la lascia andare via, al corridore capace – con i compagni – di una coraggiosa cronosquadre e premiato con la maglia di leader. La Isd ha conquistato la seconda semitappa e Oscar Gatto è al comando della classifica generale nella Settimana internazionale Coppi e Bartali. La metà toscana (base, direzione, corridori) e metà ucraina (sede, capitali, corridori) ha dominato la prova: 14,1 km volati in 17’17″ a 49,641 all’ora, sotto l’acqua. L’avversaria più temibile, la russa Katusha (con il precedente capoclassifica Napolitano), è planata sull’acqua e slittata sull’asfalto nell’ultimo chilometro. Le altre sono state relegate, come minimo, a una ventina di secondi: una eternità.
IL SOGNO ROSA DELLA ISD – “Era la prima volta che provavamo la crono insieme – racconta Gatto, quest’anno vincitore di una al Giro di Sardegna – ma abbiamo trovato subito i tempi e l’intesa”. Prima del via Luca Scinto, il direttore sportivo, ha portato i suoi ragazzi a perlustrare il percorso: “Gli ho detto che li avremmo ‘ammazzati’ tutti. Mi sembravano perplessi. Qualcuno obiettava che stesse piovendo. Che problema c’è?, ho risposto, fare il muratore è più dura. Li ho convinti”. Scinto ha un sogno: conquistare il cronoprologo del Giro d’Italia a Venezia. Gatto ha un obiettivo: tornare quello che, da dilettante, vinceva a raffica. “E ce la metto tutta. Mi sono trasferito in Toscana per essere più vicino alla . Sono dimagrito 5 chili. Mi alleno di più. Tant’è che adesso le salite brevi, fino a 4-5 chilometri, mi spaventano meno”. Domani Gatto, Merlo, Riccio, Ratti e il resto del gruppo sono attesi da due salite degne del Giro d’Italia: il Monte Casale e il Monte Trebbio, negli ultimi 40 dei 181 chilometri di corsa.
LA PRIMA SEMITAPPA – Presidente Napolitano. Nel senso di Danilo, che in volata aveva vinto in mattinata la prima semitappa della Settimana internazionale Coppi e Bartali. Percorso cittadino, una salitella da ripetere nove volte, e tre uomini in fuga: il russo Dmitri Nikandrov, il lituano Dainius Kairelis e Marco Cattaneo. Trama già conosciuta: vantaggio massimo di un minuto e mezzo, ripresi a 6 chilometri dall’arrivo. Se l’inseguimento era stato condotto dai gregari della Katusha, il ricongiungimento è stato opera di Liquigas e High Road.
TRENO PERFETTO - Poi la volata: il treno della Katusha per Napolitano, con il russo Eskov ultimo uomo, è stato disorientato da un attacco, anticipato, sulla sinistra, dell’ucraino Metlushenko, che aveva alla ruota lo sloveno Kump. Poi, ai 50 metri, con il vento in faccia, è saltato fuori Napolitano. Bell’arrivo, con il colpo di reni a dettare la gerarchia finale: secondo Kump, terzo Rossi. Altri due italiani fra i primi 10: quarto Riccio, ottavo Merlo. Napolitano fa i conti: “Terza vittoria personale, undicesima di . Quando le cose vanno bene, si vince. E quando si vince, vanno bene. A dire il vero, stavolta abbiamo anche rischiato di perdere, invece ho trovato il guizzo buono. Rispetto allo scorso anno peso leggermente meno, uno o forse due chili, ma allo ci vuole forza, potenza, esplosività, e il mio fisico è compatto”.
RICAMBIO GENERAZIONALE – Dopo la Sanremo, l’Olimpo dei velocisti ha un nuovo dio: “Mark Cavendish, ovviamente. Salutatemelo. Più forte di così non si può. A 23 anni, siamo a posto per i prossimi 10. L’unica speranza è che smetta prima. Quello che ha fatto negli ultimi 200 metri, dopo 300 chilometri di corsa, è straordinario”. Napolitano guarda già avanti: “Prima la Settimana Lombarda, poi la Gand-Wevelgem. Sui grandi giri, non è ancora stato deciso nulla. Viste le altmetrie, preferirei fare il Tour che non il Giro. Ma il Giro è sempre il massimo, per un italiano, soprattutto nell’edizione del ”. Rossi, al traguardo, è festeggiato dalla sorella Vania, la compagna di Riccardo Riccò: “Ero sulla ruota giusta, quella di Napolitano, poi c’è stato un rimescolamento. Ho rimontato, ma non abbastanza. Ci rifaremo”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/Primo_Piano/2009/03/24/coppibartali.shtml

Napolitano sale sul treno

martedì, marzo 24th, 2009

Nella prima semitappa della settimana “Coppi&Bartali” il velocista della Katusha sfrutta il lavoro dei compagni e batte allo lo sloveno Kump e Rossi: “E’ la mia terza vittoria del 2009, le cose stanno andando per il meglio”. Nel pomeriggio la cronosquadre

L'arrivo vincente di Danilo Napolitano a Riccione. Bettini
L’arrivo vincente di Danilo Napolitano a Riccione. Bettini
RICCIONE (Rimini), 24 marzo 2009 – Presidente Napolitano. Nel senso di Danilo, che in volata ha vinto la prima semitappa della Settimana internazionale Coppi e Bartali e, al comando della classifica generale, difenderà il primo posto nella seconda semitappa, una cronosquadre nel pomeriggio. Percorso cittadino, una salitella da ripetere nove volte, e tre uomini in fuga: il russo Dmitri Nikandrov, il lituano Dainius Kairelis e Marco Cattaneo. Trama già conosciuta: vantaggio massimo di un minuto e mezzo, ripresi a 6 chilometri dall’arrivo. Se l’inseguimento era stato condotto dai gregari della Katusha, il ricongiungimento è stato opera di Liquigas e High Road.
TRENO PERFETTO - Poi la volata: il treno della Katusha per Napolitano, con il russo Eskov ultimo uomo, è stato disorientato da un attacco, anticipato, sulla sinistra, dell’ucraino Metlushenko, che aveva alla ruota lo sloveno Kump. Poi, ai 50 metri, con il vento in faccia, è saltato fuori Napolitano. Bell’arrivo, con il colpo di reni a dettare la gerarchia finale: secondo Kump, terzo Rossi. Altri due italiani fra i primi 10: quarto Riccio, ottavo Merlo. Napolitano fa i conti: “Terza vittoria personale, undicesima di . Quando le cose vanno bene, si vince. E quando si vince, vanno bene. A dire il vero, stavolta abbiamo anche rischiato di perdere, invece ho trovato il guizzo buono. Rispetto allo scorso anno peso leggermente meno, uno o forse due chili, ma allo ci vuole forza, potenza, esplosività, e il mio fisico è compatto”.
RICAMBIO GENERAZIONALE – Dopo la Sanremo, l’Olimpo dei velocisti ha un nuovo dio: “Mark Cavendish, ovviamente. Salutatemelo. Più forte di così non si può. A 23 anni, siamo a posto per i prossimi 10. L’unica speranza è che smetta prima. Quello che ha fatto negli ultimi 200 metri, dopo 300 chilometri di corsa, è straordinario”. Napolitano guarda già avanti: “Stamattina i miei compagni, tirando tutto il tempo, hanno fatto la prova generale della cronosquadre del pomeriggio. Cercherò di rimanere attaccato alle loro ruote”. Quanto al futuro: “Prima la Settimana Lombarda, poi la Gand-Wevelgem. Sui grandi giri, non è ancora stato deciso nulla. Viste le altmetrie, preferirei fare il Tour che non il Giro. Ma il Giro è sempre il massimo, per un italiano, soprattutto nell’edizione del ”. Rossi, al traguardo, è festeggiato dalla sorella Vania, la compagna di Riccardo Riccò: “Ero sulla ruota giusta, quella di Napolitano, poi c’è stato un rimescolamento. Ho rimontato, ma non abbastanza. Ci rifaremo”

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/Primo_Piano/2009/03/24/coppibartali.shtml

Zabel punta su Pozzato  “La Sanremo sarà sua”

lunedì, marzo 23rd, 2009

Intervista al tedesco, vincitore della Classicissima per quattro volte come Bartali: “Questa è la corsa più bella del mondo. Il favorito è Filippo, l’unico in grado di fare un numero come quello di Cancellara l’anno scorso”

Zabel solleva le braccia mentre taglia vittorioso il traguardo della 92/a edizione della Milano-Sanremo. Ansa
Zabel solleva le braccia mentre taglia vittorioso il traguardo della 92/a edizione della Milano-Sanremo. Ansa
MILANO, 20 marzo 2009 – Erik Zabel è una grande della Milano-Sanremo. Il tedesco ne ha vinte quattro come Gino Bartali: nel 1997, 1998, 2000 e 2001. Meglio di lui, nella storia, hanno fatto solo Eddy Merckx con 7 e Costante Girardengo con 6. Ma Zabel alla Classicissima ha patito anche quella che forse può essere considerata la più grande delusione della sua carriera. Nel 2004 ha alzato le braccia sicuro della vittoria e Oscar Freire l’ha infilzato. Incredibile. Ora Erik, che s’è ritirato a fine della scorsa stagione, è consulente tecnico della Columbia e in questa c’è quello che molti considerano il miglior velocista puro del mondo: il britannico Mark Cavendish.
Zabel, che cosa può fare Cavendish alla Sanremo?

“Il suo più grande problema è l’inesperienza. Per lui è la prima volta alla Sanremo. Probabile anche che la salita delle Mànie sia troppo dura e si stacchi. Oppure potrebbe perdere le ruote dei primi sulla Cipressa o sul Poggio ma tutto è utile per fare esperienza”.
Però Cavendish sembra molto migliorato in salita.

“Vero. Dopo le Strade Bianche sono andato con lui a vedere il finale della Sanremo. Sì, è molto migliorato. Ma Sanremo è Sanremo”.
Perché la Classicissima ha così tanto fascino?

“Perché è la corsa più bella del mondo e ogni corridore ha una grande possibilità di vincerla. Infatti, tutti vanno alla partenza con il sogno in testa”.
Quale può essere il punto chiave?

“Molto dipenderà dal vento. Il vento in faccia aiuta i velocisti perché stai bene a ruota mentre in fuga muori”.
Chi è il suo favorito?

“Pozzato. L’ho visto nell’Het Volk e poi alla Tirreno. E’ l’unico in grado di fare un numero come quello di Cancellara lo scorso anno”.
Chi è il più forte velocista al mondo?

“Cavendish, ma Bennati è più completo. Petacchi, che ora è in una forma straordinaria, è quasi al livello di Bennati”.
E Boonen?

“Tom è il più adatto al termine di una corsa dura come il Fiandre o la Roubaix”.
La Germania ha Ciolek. L’ex mondiale under 23 finora ha vinto ma non ha entusiasmato.

“Ciolek in Germania è il più grande talento. Greipel ha più potenza, va meglio in una volata piatta, mentre Gerald è più completo e può vincere anche su una leggera salita”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/Primo_Piano/2009/03/20/zabel.shtml

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