Posts Tagged ‘Velocista’

Dove Cavendish è un re

venerdì, maggio 15th, 2009
Mark Cavendish, 23 anni, si allena in Toscana. Ipp/Pier Maulini
Mark Cavendish, 23 anni, si allena in Toscana. Ipp/Pier Maulini

QUARRATA (Pistoia), 7 maggio 2009 – È il Cannonball dei rettilinei d’asfalto, ma si allena su un sentiero di pietre e sassi che sbuca davanti alla casa natale di Leonardo da Vinci. Per capire il mondo di Mark Cavendish ( clicca qui per vederlo) e la sua filosofia (di vita e di corse) bisogna venire un giorno nella piccola Quarrata, dove il ragazzo dell’Isola di Man — attesissimo nelle volate del Giro del Centenario — è sbarcato tre anni fa in cerca di gloria e adesso sta comprando casa.

saliscendi
Nei su e giù quotidiani tra il San Baronto, Vellano, il Monte Serra e le colline toscane punteggiate di ulivi, di solito non manca mai una in stile mountain bike vicino a Vinci e una discesa, sempre in fuoristrada, per rientrare a fine allenamento. Trovate in giro qualcun altro che lo faccia… “Chiunque ami lo sport e la bici dovrebbe farlo — osserva Cavendish —. Io così mi diverto, altrimenti tornerei a lavorare in banca”. Non lo dice per caso, il britannico della Columbia-High Road, perché da adolescente il bancario (alla Barclays) l’ha fatto davvero. Poi la chiamata dell’Accademia della pista di Manchester e l’inizio di una carriera fulminea, che in poco tempo l’ha portato a vincere, nel 2008, 2 tappe al Giro e 4 al Tour. E, quest’anno, la Milano-Sanremo. Ora, alla vigilia del suo secondo Giro, il corridore più veloce del mondo racconta il suo legame con l’Italia.

giro baby
“Venni la prima volta nell’estate 2006, per correre il Gp Industrie del Marmo di Carrara e il Giro Baby. Mi ammalai, rimasi sei settimane a Quarrata ad allenarmi, ad agosto debuttai da stagista con la T-Mobile. Abitavo in un appartamento nella piazza del paese con Gerrain Thomas, che ora lo divide con Ben Swift. Avevo conosciuto Max Sciandri l’anno prima, m’ha fatto ambientare lui. Parlo qualche parola d’italiano e riesco a capire quasi tutto. Se ora sono qui, devo ringraziare Max”.

LAMBRETTA
Fino al mese scorso, Cavendish ha abitato nella dependance di casa Sciandri: una stanza di pochi metri quadri, letto e bagno. Nel garage, le bici e la Lambretta Ld 150 verde inglese Anni 50 (con la Union Jack) acquistata sul sito d’aste Ebay: un’altra passione ereditata da Sciandri: vanno a pescarle in un negozietto di Firenze chiamato “Le Chincaglierie”. “Sull’Isola di Man ho un’altra Lambretta celeste, uguale a quella di Max — racconta Cavendish —. Ora sto cercando una Cinquanta. Da quando la gente mi conosce, continuo a ricevere offerte di chi vuole vendermene una. Il papà di Jonny Bellis (pro’ nella Saxo Bank, ndr) ha un negozio di moto sull’Isola di Man e mi sta dipingendo un chopper Harley Davidson col logo della Sanremo e i colori arcobaleno dei Mondiali su pista. Magari, dopo il Giro, potrò aggiungere anche una striscia per la ”.

“Venni da voi per la prima volta nel 2006. Se sono rimasto lo devo a Sciandri”

A ROMA
Il duello generazionale tra velocisti con Petacchi sarà la grande suggestione della corsa del Centenario. Ma Cannonball guarda dritto davanti a sé: “Per me Petacchi è solo uno dei rivali da battere per essere primo. Al Giro voglio ripetermi, magari vincere più di due tappe. Certamente quella di Firenze, perché arriva vicino a casa. Ma non ho intenzione di fermarmi: se starò bene, come l’anno scorso, voglio arrivare fino a Roma”.

QUANTI SOGNI
Intanto gioca in giardino con Guido e Gina, i due cani bulldog di Sciandri. E va avanti con quegli allenamenti un po’ stravaganti sulle “strade verdi” intorno a Vinci. Sarà per questo che ha pedalato forte anche sul pavé del Kemmel, alla Tre Giorni di La Panne. E che sogna di fare la Roubaix. Poco importa se ha perso un braccialetto lungo le mulattiere e gli tocca cambiare ogni volta i tubolari forati. C’è un chiosco che l’aspetta proprio in cima alla di Vinci. Una Coca-Cola e via: la bici, per Cannonball, è anche questo.

dal nostro inviato

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/07-05-2009/tra-colline-toscane-50378413190.shtml?from=rss

Hunter vince, Di Luca c’è  Festa per due in Austria

venerdì, aprile 24th, 2009

Sul austriaco di Innervillgraten il sudafricano della Barloworld conquista la terza tappa del Giro del Trentino. L’abruzzese lancia segnali confortanti in vista del Giro e chiude terzo dietro Garzelli

Robert Hunter batte in volata Di Luca e Garzelli. Bettini
Robert Hunter batte in volata Di Luca e Garzelli. Bettini
INNERVILLGRATEN (Austria), 24 aprile 2009 – Il sudafricano Robert Hunter ha vinto in volata la 3ª tappa del Giro del Trentino. Alle sue spalle sono finiti Stefano Garzelli e Danilo Di Luca, che ha dato confortanti segnali di ripresa in vista del Giro d’Italia. La classifica non cambia con lo sloveno Janez Brajkovic in testa con 4″ di vantaggio su Ivan Basso. Il corridore della Liquigas oggi ha gestito la corsa senza mai andare in difficoltà.
LA PROMESSA – La giornata è stata animata soprattutto dagli uomini della Lpr. Dopo 19 km dal via fuga di 20 corridori. Tra questi Bosisio, Chiarini e Spezialetti della Lpr, Visconti della Isd, Caruso e Sestili della Flaminia e il croato Kiserlovski. Segnatevi questo nome. E’ uno scalatore, ha 22 anni, corre nell’Amica Chips e Beppe Martinelli scommette ciecamente sul suo talento. “Entro tre anni vincerà il Giro”, profetizza il tecnico bresciano.
DI LUCA CRESCE - Sul Sella e sul Gardena è Caruso che transita in testa (“Mi sono allenato molto bene e mi piange il cuore a non potere fare il Giro, ma non sono arrabbiato con nessuno”). Di Luca esce dal gruppo, che viaggia con 2’38″ di ritardo, da solo e al km 74 aggancia i primi. Al km105 è Gabriele Bosisio ad andare in fuga da solo. Un tentativo che dura 40 km con l’Acqua&Sapone in testa al gruppo, che quindi torna compatto quando al ne mancano 20. La Lpr fa l’andatura lungo la conclusiva, ma a far festa è il corridore della Barloworld.
MENDOLA – Domani il 33° Giro del Trentino si conclude con la 4ª tappa, Sillian-Pejo Fonti, 214 km, la tappa più lunga della corsa. Da Dobbiaco il percorso è in discesa fino al bivio del Passo della Mendola, una di 15 km con una pendenza media del 6,2 per cento. La cima è a 64 km dal . L’ascesa finale, invece, è lunga 9 km con una pendenza media del 4 per cento. Lo scorso anno su questo vinse Stefano Garzelli su Baliani e Sella.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/Primo_Piano/2009/04/24/trentino3_2404.shtml

Trentino, Niemec solitario  Ma Basso è già in forma

giovedì, aprile 23rd, 2009

Nella tappa con arrivo a Pampeago il polacco della Miche-Silvercross stacca tutti prendendosi il di giornata. Secondo il varesino della Liquigas, il più brillante dei big. Maglia di leader sulle spalle dello sloveno Brajkovic dell’Astana. Intanto Bennati dice addio al Giro

Niemec esulta sul traguardo di Pampeago. Bettini
Niemec esulta sul di Pampeago. Bettini
PAMPEAGO (Trento), 23 aprile 2009 – Nella scala dei valori dei test di avvicinamento al Giro d’Italia, i 1757 metri dell’Alpe di Pampeago occupavano il posto più importante. L’esame, a poco più di due settimane dal via di Venezia, ha emesso verdetti importanti. Il primo è questo: Ivan Basso è pronto, anzi, è il più pronto dei big in gara al Giro del Trentino. Nella seconda tappa (141 chilometri da Riva del Garda alla cima conquistata da Pantani nel ’99) il varesino ha cercato in ogni modo di fare il vuoto nel momento chiave della corsa. Si è arreso solo nell’ultimo tratto, quando Przemyslaw Niemec ha salutato la compagnia (con Basso c’era Caruso) ai 1500 metri. Il polacco della Miche-Silver Cross, 29 anni e un grave incidente stradale alle spalle (ha saltato tutto il 2007 per riprendersi), è arrivato da solo sul . “Un sogno che si avvera, era tutto l’anno che andavo forte ma non avevo ancora vinto. E farlo qui è speciale”, ha detto dopo la premiazione.
ASTANA DA BATTERE – Per Basso un ritardo di 22″ su Niemec e il secondo posto in classifica generale alle spalle di Brajkovic (Astana); il compagno di squadra, Andreas Klöden, ha ceduto a metà consegnandogli la maglia fucsia di leader. “Sono molto contento – il commento del leader della Liquigas -. Ho tirato lungo tutta la , poi Niemec è partito come una molla. In ogni caso è stato un ottimo test”.
RIMANDATI – Gilberto Simoni ha chiuso al quarto posto a 45″ da Niemec e 23″ da Basso. Eppure l’umore è sotto i tacchi: “Questo era il primo test e speravo di stare meglio. Purtroppo l’influenza dei giorni scorsi ha rovinato i miei piani, non stavo bene e si è visto”. Più ottimista Danilo Di Luca (a 1’50″ dal vincitore), altra vittima di un lieve malessere che ha reso più complicato il lavoro di avvicinamento al Giro. “Non sono al top ma credo che la prova di oggi sia stata discreta. Era il primo arrivo duro e sento di essere in crescita. Simoni è deluso? Per me è andato bene, c’è ancora tempo prima di arrivare a Venezia”.
BENNATI SI ARRENDE – Intanto brutte notizie per Daniele Bennati, che vede sfumare la possibilità di ripetere l’ottimo Giro del 2008. Il della Liquigas non è ancora guarito dalla lesione muscolare alla coscia destra che lo aveva costretto al ritiro al Fiandre. “Lunedì farò una risonanza magnetica per capirci di più – ha raccontato Bennati – ma i tempi sono troppo brevi per essere al via del Giro di Romandia e quindi arrivare pronto per il Giro del Centenario. Non lo escludo al 100 per cento, ma presentarmi in queste condizioni non servirebbe né a me né alla squadra”. Oltre a Bennati mancherà anche lo sprinter norvegese Thor Hushovd, che ha ufficializzato il suo forfait proprio oggi.
ANCHE LA FUJI – Al Giro ci sarà anche la Fuji-Servetto, ultima squadra a essere inserita da Rcs Sport nella lista delle 22 formazioni al via il 9 maggio. L’ammissione del Team ProTour di Cobo e Capecchi segue quella annunciata qualche giorno fa della Barloworld dello scalatore colombiano Mauricio Soler.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/Primo_Piano/2009/04/23/trentino2.shtml

Contador chiude da re

sabato, aprile 11th, 2009

Al Giro dei Paesi Baschi lo spagnolo trionfa nella crono conclusiva e chiude la classifica generale con 30″ su Colom e 53″ su Samuel Sanchez. Cunego è il primo degli italiani

Alberto Contador, 26 anni, dopo i Paesi Baschi farà una breve vacanza. Reuters
Alberto Contador, 26 anni, dopo i Paesi Baschi farà una breve vacanza. Reuters
ZALLA (Spagna), 11 aprile 2009 – Alberto Contador ha vinto la 49ª edizione del Giro dei Paesi Baschi, facendo così il bis del successo 2008. Il 26enne spagnolo dell’Astana, che già si era imposto nella terza frazione ad Arrate, ha vinto anche la cronometro conclusiva di Zalla (24 km) precedendo di 22″ e 45″ altri due spagnoli, Toni Colom (Katusha) e Samuel Sanchez (Euskaltel). E’ lo stesso podio della classifica generale, dove Colom è staccato di 30″ e Sanchez di 53″. Nella crono il migliore italiano è stato Marco Pinotti (Columbia), vincitore ieri, sesto a 1’18″. Damiano Cunego (Lampre-Ngc) ha chiuso 10° a 1’26″ ed è il primo italiano in classifica generale: 6° a 1’53″. Vincenzo Nibali (Liquigas), 11° nella prova contro il tempo a 1’36″, ha chiuso 9° la generale a 2’30″.
DOMINATORE – Adesso Alberto Contador va in vacanza: il programma prevede che si rifaccia vedere il gruppo a giugno al Giro del Delfinato, suo unico impegno agonistico prima del Tour de France che rappresenta l’obiettivo principe della sua stagione. E il re di Tour, Giro e Vuelta – la tripla corona, un tris riuscito prima di lui solo a Anquetil, Merckx, Gimondi e Hinault – stacca la spina ben seduto sul trono, nonostante quella crisi che gli costò il successo finale della Parigi-Nizza e la sconfitta nella crono della Vuelta Castilla y Leon: oltre al Giro dei Paesi Baschi, aveva già conquistato la Vuelta Algarve e in tutto conta sette successi. Meglio di lui in stagione solo Cavendish (8), che però è un … “Sono felice – ha detto Contador, osannato dai tifosi – perché vincere questa corsa molto impegnativa per due anni di fila non è facile (gli ultimi a riuscirci erano stati Kelly e Rominger, ndr). A cronometro sono migliorato molto e ne ho avuto una prova ulteriore. Sono più potente e più rapido. Ora posso andare in vacanza tranquillo. Ma non pensate che queste vittorie vengano facili, non è così”.
CUNEGO – “Sono andato abbastanza bene – commenta il veronese, che domani correrà nei dintorni di Bilbao il Gp Amorebieta (vinto l’anno scorso) dove è atteso anche Valverde -. La crono, e tutta la corsa, erano meno selettive degli scorsi anni, i primi tre hanno fatto una gara a parte ma io non mi lamento. Il lavoro verso le Classiche della Ardenne sta procedendo come previsto”.

via  http://www.gazzetta.it/Ciclismo/Primo_Piano/2009/04/11/baschi_1104.shtml

Petacchi non molla il trono

venerdì, aprile 3rd, 2009

Il della Lpr-Farnese, che ieri aveva vinto la cronosquadre d’apertura, conquista il successo nella prima volata della Settimana Lombarda e resta al comando della classifica generale

Alessandro Petacchi, 35 anni, batte Napolitano e Bos. Bettini
Alessandro Petacchi, 35 anni, batte Napolitano e Bos. Bettini
CALCINATE (Bergamo), 1 aprile 2009 – Gran bel podio: primo Alessandro Petacchi, il principe dei velocisti; secondo Danilo Napolitano, lo zar (la sua squadra è la russa Katusha) degli sprinter; terzo Theo Bos, olandese, il re dei pistard. E pensare che a 450 metri dall’arrivo una curva verso destra, a 90 gradi, avrebbe potuto rivoluzionare la gerarchia dei velocisti.
QUELL’ULTIMA CURVA – Tappa piatta, tre uomini in fuga (Rizzi con l’inglese Stannard e il danese Mortensen), 3 minuti e mezzo di vantaggio dopo 100 chilometri di corsa, ancora 2 minuti a 20 dall’arrivo. Il primo a cedere è Rizzi, gli altri due vengono divorati ai -5. Treno della Lpr, dopo che Spezialetti e Cattaneo si erano spesi sul piano, con Ermeti dai -4 ai -3, Pietropolli dai -3 ai -2,5, Di Luca dai -2,5 ai -1,5, quindi Bosisio e Bernucci. Ma c’era quell’ultima curva. Lì è entrato a tutta Bos, Petacchi era intorno alla sesta posizione e ha cominciato a rimontare, con Napolitano alla ruota. Quando Ale è riuscito nell’impresa di superare tutti, non si è accorto del siciliano che spuntava alla sua sinistra.
VOLATA CAOS – - Petacchi: “Curva pericolosa, ho tirato un po’ i freni, e quando Bos è scattato, ho tenuto di non riuscire più a riprenderlo. Poi, quando ho saltato Bos, mi sono deconcentrato e ho rischiato di farmi passare da Napolitano”. Napolitano: “La più brutta e caotica volata che abbia mai fatto. Gente che si fermava, che ostacolava, che entrava, che stava davanti quando avrebbe docuto accontentarsi di arrivare dietro. E ai 400 metri quasi salivo sulla bici di un altro”. Bos: “Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo. Oggi ho fatto tutto il possibile per cercare di rimanere davanti nell’ultimo chilometro. Ho già vinto una gara in Portogallo, ma questa è stata la più bella corsa della mia nuova vita su strada”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/Primo_Piano/2009/04/01/petacchi_0104.shtml

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