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Il Giro in passerella sulle strade della Sanremo

mercoledì, maggio 20th, 2009

TORINO, 20 maggio 2009 – Adesso provate a prendermi. Il ghigno di Danilo Di Luca equivale a una provocazione. Sportiva e un po’ goliardica. Fondata sull’effetto a sorpresa del blitz di Pinerolo.

Danilo Di Luca, 33 anni. Reuters
Danilo Di Luca, 33 anni. Reuters

ALL’ATTACCO
L’abruzzese ha un margine non del tutto rassicurante, ma sufficiente per restare agganciato ai cronomen che domani avranno un’occasione unica per ribaltare le gerarchie. Quella di oggi, in questo senso, rappresenta una interlocutoria. “Abbiamo speso tanto, ieri siamo andati a tutta, si sentirà la stanchezza”, assicura Garzelli. E allora la bilancia delle previsioni pende dalla parte di una fuga con licenza dei big, buona per quelle squadre che ancora non hanno vinto una (a proposito, c’è anche la Liquigas) o quei corridori che non vogliono sprecare occasioni per mettersi in mostra.

214 KM
Il tracciato però è nervoso. La Torino-Arenzano non è una semplice di . Fino a Tortona (km 106) la strada non offre asperità. Il finale però, con una settantina di chilometri da percorrere, è quello della Milano-Sanremo, con il passo del Turchino e una discesa molto tecnica fino all’arrivo. La partenza ufficiale è fissata per le 12.10, conclusione prevista tra le 17 e le 17.30.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/19-05-2009/giro-passerella–50425850184.shtml?from=rss

La parola di Edita Pucinskaite

mercoledì, maggio 20th, 2009


Le difficoltà e l’infinita passione

 La stagione ciclistica femminile è entrata nel vivo a tutto fuoco, schizzandocome un nervo vivo fin dalle prime apparizioni. Il calendario nazionale, sempre più anoressico, non permette più ormai di scaldarsi nei circuiti primaverili, così come accadeva una volta permettendo la ricerca della brillantezza e verifica della condizione nell’attesa degli appuntamenti internazionali di un certo peso.  A rimetterci sono state soprattutto le velociste pure in quanto, le prime corse dell’anno, di regola erano loro esclusiva. Marzo e aprile, i primi due mesi agonistici, si sono presentati esattamente così: poche corse, tutte internazionali, tutte selettive.  Faticaccia per “le vecchie” di lunga esperienza, quasi una “mission impossibile” per le ragazzine al battesimo con il professionismo. E stato un bel tuffo nella bufera per molte di loro, con l’obbiettivo di sopravvivere e uscire rinforzate dalla tempesta, a meno che non ti chiami Marianne Vos, capace di dominare in , discesa, volata e crono, imponendosi così su strada, pista e ciclocross fin dal primo impatto con le big. La varietà della sua collezione iridata fa davvero impressione e suscita  rispetto. Il brusco impatto con la dura realtà non è stato vissuto certo come un problema. Nessuna ha sbuffato o ha fatto delle smorfie, anzi, incontrarsi e confrontarsi dopo un infinito inverno fa sempre piacere. Ben vengano corse di primo piano e di prestigio con strade che raccontano la storia di un eroico ciclismo, ma anche quelle nuove,  pur sempre farcite di salite, muri e pavè! Percorsi veritieri, qualità atletica di spessore mondiale, battaglia, sfida, spettacolo: sono proprio questi i sinonimi del “vogliamo crescere”. Se però le prime prove di coppa del mondo – che racchiudono il massimo del vertice ciclistico – fossero  affiancate da corse “di contorno”, avremmo un quadro diverso. Un dipinto che non urlerebbe, ma si presenterebbe più armonioso, meno frettoloso, più completo e multicolore, proprio come avveniva una volta e come da sempre accade nel ciclismo professionistico maschile. E a noi… quanto ci mancano quei brevi giri di tre – quattro, massimo cinque puntate, distribuite tra marzo e maggio, ovvero Giro di Pordenone, Giro di Bolzano, Giro di San Marino… tutte manifestazioni saltate come birilli, una dopo l’altra nell’arco di pochi anni… Come anche gli appuntamenti primaverili in Francia  (Tour de Vendee, Tour de Epinal), o in Spagna  (Vuelta Castilla y Leon, Giro di Mallorca), tutti archiviati e dimenticati. Un quadro, questo attuale, che purtroppo ha ben poco da farsi ammirare. 
Ma non accade nulla per caso: tutte queste e tante altre corse hanno dato forfait a malincuore per problemi finanziari. Ci dicono che la crisi economica ha soffocato qualunque buon proposito…e la sola volontà, da sola  non basta più. Nessuna passione, neanche quella più pura es innocente è capace di campare d’aria autoalimentandosi. Le aziende –ci dicono- convivono con la paura di fallire e questo terrore sta scoraggiando nuovi investimenti e provocando un momento di stallo delle sponsorizzazioni.
Un altro analogo dipinto, per l’ipotetico museo ciclistico femminile, lo stanno regalando le formazioni ciclistiche della penisola. Alcune sono in difficoltà e non hanno fondi sufficienti per sopportare le trasferte all’estero, che rappresenterebbero un costo eccessivo per un budget improvvisamente molto ridimensionato. Altre faticano a rimborsare le atlete, creando l’ansia e nervosismo in un gruppo già solido e cementato. Lo sponsor è in stand by – ci riferiscono – non arrivano più le richieste, la produzione è temporaneamente bloccata, un momentaccio…
La crisi economica  colpisce e fa male…. non si parla più di altro ormai… Ma a volte le difficoltà fortificano, fanno crescere e maturare. I soldi sono pochi, ma dobbiamo ugualmente tenere i nervi saldi, confidando in tempi migliori. E provare intanto a cancellare con il sudore della pedalata, quelle inutili ruggini di insoddisfazione, frustrazione ed ammarezza prodotti dal periodo d’insicurezza…. prendendo l’esempio da chi ha sofferto e soffre veramente. Mi riferisco al  terremoto d’Abruzzo il quale in pochi istanti ha azzerato interi paesi, cancellando vite e ricordi.
Il popolo abruzzese ha reagito con grande coraggio, personalità e carattere invitando tutti noi, decisamente più fortunati, a farsi un esame di coscienza, riflettendo e rivalutando certi valori. Noi  abbiamo scelto un’attività basata sulla fatica, ma la sofferenza fisica non sarà mai paragonabile al dolore che provocano le crepe dell’anima.
Attraversiamo un momento che “butta” poco e a fatica, ma sono problemini miseri e ridicoli al confronto con le perdite umane.  Siamo qui a pedalare e inseguire i sogni, nel frattempo qualcuno vive (tuttora) in una qualche tenda azzurra… in attesa di ripartire da zero.
La passione e la voglia di ciclismo restano un faro luminoso per la faticosa scalata verso le stelle. La ruota della carovana non si è mai fermata… gira lentamente, tocca i freni poi riprende, fa un giro a vuoto ma poi torna a ruotare con regolarità. La passione non dipingerà mai dei suoi colori tutto quello che incontra per la via, pedalando in solitudine sul ciglio della strada, ma è bisognosa di affidabili compagni di viaggio. Quella color rosa esige una maggiore visibilità e professionalità, ma anche delle regole chiare, precise ed uniformi, universalmente accettate e rispettate.
Un abbraccio
Edita

www.ciclismoinrosa.net

via  http://ciclismorosa.blogspot.com/2009/05/la-parola-di-edita-pucinskaite.html

Pagella di metà Giro

martedì, maggio 19th, 2009

Onore a Stefano Garzelli che è stato in fuga per oltre cento chilometri, aumentando le sue probabilità di vittoria della (gpm). Tutto si decide nell’erta finale, scatta Pellizotti che riprende Garzelli e Visconti, poi forcing di Di Luca il quale manda fuori giri Cunego, Armstrong, Simoni e soprattutto Lovkvist. Lungo la discesa, la riprende Pellizotti e in un breve tratto di lascia tutti e scappa verso l’arrivo di Pinerolo vincendo in completa solitudine. Pellizotti, Menchov e Sastre pagano dieci secondi mentre il gruppo di Basso con Armstrong è giunto con 29″ di ritardo.

Le valutazioni prima della cronometro delle Cinque Terre:

Danilo Di Luca: Ha capito tutto. Il Giro si vince con gli abbuoni e lui ne sta facendo tesoro. 9
Denis Menchov 1’20″: Competitivo e più scaltro degli altri big, il russo può giocare un brutto scherzo a Di Luca nella cronometro. 9

Michael Rogers 1’33″: Se ne parla ancora poco ma l’australiano è nato cronoman e quindi rimane ad oggi uno dei pericoli maggiori per la . 8,5

Levi Leipheimer 1’40″: E’ chiaramente il capitano dell’Astana e può essere un pericolo per tutti nella cronometro ligure. 8

Franco Pellizotti 1’53″: E’ riuscito a superare il compagno di squadra Basso nella generale. Ora sta a lui far capire di avere le gambe per poter puntare alla . 8

Carlos Sastre 1’54″: Si è scoperto in due frangenti, prima a Siusi e poi a Pinerolo. E l’ultima settimana può essere ancora più prolifica. 7,5

Ivan Basso 2’03″: Lo guardi, lo guardi ma non sai con certezza come sta. Intanto il ritardo sale di in ma siamo sicuri che il varesino stia andando a tutta?! 7

Thomas Lovkvist 2’12″: Non si poteva pretendere da una lunga 260 km una grande prestazione per un giovane come lui. Va bene così. 8

Gilberto Simoni 2’58″: Per ora inesistente ma ha l’alibi dell’età. 6

Marzio Bruseghin 4’29″: Ancora una volta va più forte di Cunego, anche se non è quello dello scorso anno. 5,5

Lance Armstrong 5’28″: Migliora la sua condizione, tutti lo aspettano nell’ultima settimana. 6

Damiano Cunego 5’31″: Fuori forma colleziona continuamente minuti di ritardo. 4

via  http://pensiericiclismo.blogspot.com/2009/05/pagella-di-meta-giro.html

Di Luca: "Meglio del previsto" Basso: "E’ il più forte"

martedì, maggio 19th, 2009

PINEROLO, 19 maggio – Troppo pesante il paragone con chi la leggenda l’ha scritta sessanta anni fa. Però alla fine di questa giornata, funestata dalla morte di un motociclista caro al Giro, qualcosa di importante è accaduto. Danilo Di Luca ha definitivamente alzato la voce: il padrone del Giro è lui.

PICCOLI PASSI
“Studiare la discesa è stata la chiave. E’ andata meglio delle previsioni, non pensavo di arrivare da solo. Per me era come una classica, come una Liegi-Bastogne-Liegi. Arrivare alla crono con questo vantaggio è tutta un’altra cosa”. E così Di Luca, che arriva nella zona mista con il pugno alzato e la numero 24 della carriera (domani può diventare il primatista assoluto in attività), ha accumulato il tesoretto di cui aveva bisogno per restare in gioco nonostante quei 62 chilometri delle Cinque Terre. Ha vinto a San Martino di Castrozza, è arrivato secondo sull’Alpe di Siusi, terzo a Bergamo, e con oggi ha portato a un minuto tondo il margine accumulato solo con gli abbuoni. A questo gruzzolo vanno aggiunti i distacchi inflitti con l’azione avviata da Pellizotti e rifinita dalla maglia rosa: 10 secondi a Menchov e Sastre (occhio a questi due…), 29 a Basso, Leipheimer e Rogers, addirittura 1’39 a Lövkvist. “A questo punto è dura per lui prendere la dopo la crono”, aggiunge Di Luca, che in classifica generale ha una distanza di sicurezza: 1’20″ su Menchov, 1’33″ su Rogers, 2’03″ su Basso.

Ivan Basso e Danilo Di Luca in salita. Ansa
Ivan Basso e Danilo Di Luca in . Ansa

MORALE
La piccola tromba d’aria abbattutasi sugli inseguitori del leader non ha fatto danni irreparabili, però la cornice inizia a essere davvero favorevole alla Lpr. “Di Luca ha dimostrato ancora di essere il più forte – ha detto Ivan Basso, che forse aspetta la giornata di giovedì per uscire definitivamente allo scoperto – ma guardiamo con fiducia al prosieguo del Giro. Ci sono ancora due crono e tante salite, possiamo far bene”. Pellizotti: “Impossibile fare di più, Danilo mi ha lasciato lì”. Lövkvist: “Il giorno di riposo non mi ha fatto bene, avevo le gambe dure e non sono riuscito a restare coi migliori. Tagliato fuori? No, la crono può riaprire tutto”. Cunego, a 5’31″ dal vincitore: “ micidiale. Finchè ho potuto, sono stato con i migliori, poi non ce l’ho più fatta”.

ASTANA SMILES
Tra i più in vista sulla di Pra’ Martino, dove Pellizotti ha provato a scavare il solco, c’era Lance Armstrong. Il morale in casa Astana, dove iniziano ad arrivare un po’ di stipendi arretrati, è buono nonostante i distacchi incassati. Leipheimer: “Tutta la squadra ha corso bene, personalmente ho commesso un piccolo errore lungo la discesa. Vedo che in pochi si accorgono come qualcuno stia ritrovando la sua vecchia forma…”. “Quel” qualcuno sottolinea, naturalmente via Twitter: “Di Luca ha dimostrato di essere il più forte onorando la – osserva Armstrong -. Noi siamo stati al coperto, ma abbiamo corso bene. Solo un piccolo problema per Levi: sono sicuro che alla crono farà bene”.

L’OMAGGIO
Niente festa sul palco, commozione nella piccola città mobile che quotidianamente accompagna il Giro d’Italia. La morte di Fabio Saccani, motociclista del fotoreporter Roberto Bettini, è stata un colpo al cuore per molti. Da 32 anni faceva parte della famiglia del Giro, per passione, e il tempo gli aveva regalato anche delle amicizie toccanti. Come quella con Lance Armstrong, guarito dal cancro proprio come lui, e che stasera ha scritto: “Vola in cielo amico. E continua a sorridere”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/19-05-2009/di-luca-meglio-previsto-50424288884.shtml?from=rss

Di Luca show in salita A Pinerolo arriva solo

martedì, maggio 19th, 2009

PINEROLO (To), 19 maggio 2009 – Danilo Di Luca ha vinto per distacco la 10ª del Giro d’Italia, la più lunga: Cuneo-Pinerolo, 262 chilometri. L’abruzzese della Lpr, 33 anni, ha così bissato il successo di San Martino di Castrozza, ottenendo l’8ª vittoria di in carriera nella corsa rosa che vinse nel 2007. A 10” sono arrivati Pellizotti, Menchov e Sastre, a 26” Arroyo e a 29” un gruppetto con Soler, Basso, Leipheimer, Armstrong e Simoni, a poco più di 1’ Cunego, in ritardo la maglia bianca Lövkvist.

classifica
Per Danilo Di Luca è il sesto giorno in , 24° complessivo dopo i 5 del 2005 e i 13 nel 2007: adesso è il primatista in attività con Gilberto Simoni. L’abruzzese ha rafforzato il primato e ora guida la generale con 1’20” con Menchov, 1’33” su Rogers e 1’40” su Leipheimer. Poi Pellizotti a 1’53”, Sastre a 1’54”, Basso a 2’03” e Lovkvist a 2’12”.

la cronaca
Si parte con la morte nel cuore per l’incidente costato la vita a Fabio Saccani, storico motociclista e pilota del fotoreporter Roberto Bettini. La prima ora vola a 50 di media, tra i più attivi Tiralongo e Bonnafond, ma non nascono fughe e dopo 72 km il gruppo è compatto. Dell’azione più importante è protagonista Stefano Garzelli (Acqua e Sapone-Mokambo), che attacca sul Moncenisio: passa con 1’ sul gruppo al Gpm (cogliendo punti importanti per la di leader della montagna), e aumenta il margine in discesa. Alle sue spalle ci sono dei contrattacchi. La situazione sul Sestriere (Cima Coppi a quota 2035 m): Garzelli ha 3’45” su Visconti e Grivko, 5’08” su Cioni, Cardenas, Serpa e Wegelius, 5’30” sul gruppo . Ai meno 24 Cioni e Grivko, entrambi della Isd-Neri, si riportano su Garzelli, mentre gli altri quattro contrattaccanti sono riassorbiti dal plotone tirato dalla Liquigas-Doimo di Basso e Pellizotti. Sulla di Pramartino (meno 15 alla fine) restano in testa Garzelli e Visconti, mentre il gruppo comincia a sgranarsi e si avvicina ai battistrada. E’ Franco Pellizotti (Liquigas-Doimo) allora a tentare l’attacco, con Garzelli e Visconti che tornano nei ranghi. Garzelli, nonostante i 110 km di fuga, cerca di restare attaccato ai big. Situazione al Gpm (meno 10,5 km): Pellizotti ha una decina di secondi sui primi inseguitori tra cui Di Luca, Soler, Arroyo, Basso, Leipheimer, Menchov, Sastre e Garzelli. In difficoltà la maglia bianca Lövkvist, Armstrong a 20”, Cunego a 1’15”. In discesa si forma in testa un gruppetto di cinque elementi: Di Luca, Pellizotti, Sastre, Menchov e Arroyo. A 10” Basso, Leipheimer, Soler e Garzelli, leggermente più indietro Simoni e Leipheimer. Sull’ultimo strappo la tenta addirittura l’allungo: un esaltante antipasto del finale.

domani
Il Giro d’Italia del centenario – 92ª edizione – prosegue domani con l’11ª : Torino-Arenzano, 214 chilometri con il Passo del Turchino nel finale che può fare da trampolino per gli attaccanti.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/19-05-2009/di-luca-show-salita-50424018148.shtml?from=rss

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