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Di Luca: "Siamo forti" Lance: "Nessun dramma"

venerdì, maggio 15th, 2009

ALPE DI SIUSI (Bolzano), 13 maggio 2009 – Alla presentazione di Venezia il tavolo dei Grandi era apparecchiato per otto, con Leipheimer “escluso” per motivi di palmares e non certo per valutazioni di merito. Dopo cinque giorni, e due tappe sulle Dolomiti, da quel tavolo si sono allontanate tre sedie: quelle di Simoni, Cunego e Armstrong. Attenzione però, nonostante le parziali sconfitte di questi tre pretendenti il Giro è apertissimo.

IL CAPITALE DI DANILO
L’Alpe di Siusi ha regalato larghi sorrisi a Denis Menchov e Danilo Di Luca. Il primo, russo di estrazione spagnola, ha piazzato il colpo portandosi a 50″ dalla maglia rosa. Il secondo, che ha strappato il primato a Lövkvist, ha centrato l’obiettivo fissato da mesi: arrivare alla crono delle Cinque Terre con un margine da amministrare. Menchov, quinto nel 2008: “Mi sento meglio di un anno fa, e il percorso mi favorisce perché c’è la crono e poche tappe di montagna”. Di Luca, soddisfatto e deciso nel messaggio inviato alla Lpr: “Siamo una grande , con nomi importanti. Ma nel 2010 bisognerà investire per far parte del ProTour. Di Luca e Petacchi non possono saltare le Classiche”. Sul Giro: “Credo di poter tenere la maglia fino a Sestri Levante, poi la potrebbe riprendere Lövkvist. Ho un bel margine su Armstrong, non credo a questo punto che possa rientrare. Sastre, Leipheimer e Menchov invece sono molto pericolosi. Simoni? Mi ha un po’ deluso, credevo di vederlo davanti con Basso, che invece è andato molto bene”.

LANCE STACCATO
“Sapevo che su questa salita avrei perso un paio di minuti. Non immaginavo di perderne addirittura tre ma non faccio drammi, non ho la condizione per vincere”, ammette Lance Armstrong poco oltre la linea del traguardo. “Invece fate attenzione a Leipheimer: fossi un corridore che vuole vincere il Giro non dormirei tranquillo…”. Tra gli sconfitti di giornata c’è anche Cunego, che ha pagato 2’37″ di ritardo da Di Luca. “Non andavo. Ho dormito male ieri notte, forse è dipeso da questo. Il mio Giro non è comunque finito. Vivrò alla giornata”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/13-05-2009/di-luca-siamo-forti-50401605004.shtml?from=rss

San Martino di Castrozza

martedì, maggio 12th, 2009
qualche scorcio della prima tappa dolomitica

Prima tappa di montagna studiata a tavolino per non creare grandi scompensi nella classifica. Tutto rinviato a domani sull’Alpe di Siusi ma intanto sono cominciate le prime scaramucce di un Giro che si profila emozionante. Tutti i migliori nei primi, vittoria dell’attesissimo Di Luca, secondo Garzelli, quindi Pellizotti.
Ecco cosa sono riuscito a catturare (malamente):

Attacco di Soler, prima di essere ripreso e tagliare il traguardo quarto.


Foto quasi mistica. Il fondoschiena di Lance Armstrong e di lato una bandiera pirata. Il texano si sta staccando, manca ancora mezzo chilometro all’arrivo. Pagherà 15″.


Nuova maglia rosa nonchè primo nella classifica giovani, aiutato sicuramente dalla cronosquadre di Sabato, Thomas Lovkvist è la sorpresa di inizio Giro.


A 2″ di ritardo Danilo Di Luca. Medita rosa?

via  http://pensiericiclismo.blogspot.com/2009/05/san-martino-di-castrozza.html

Scommesse al Giro All’unanimità Basso

lunedì, maggio 11th, 2009

MILANO, 7 maggio 2009 – Basso per loro, Basso per noi. Da questa parte del bancone (precisamente nel sondaggio aperto sabato scorso), quasi trentamila lettori di Gazzetta.ithanno decretato Ivan Basso vincitore del Giro, col 45,7% di preferenze. Dall’altra parte del bancone, tutti i bookmakers sono perfettamente d’accordo sul nome del varesino: differenze minime di quota, ma per le agenzie c’è un uomo solo al comando dei favoriti, Ivan Basso, quotato a 2,80 da Matchpoint.

LEVI E DENIS PER DISTACCO
Il è uno degli sport che offre di solito puntate molto livellate. Ma stavolta sono sbilanciate nettamente a favore dell’italiano della Liquigas; e, proprio tutte, offrono quote molto più alte per i concorrenti diretti. D’accordo anche sui nomi dei due inseguitori per il titolo finale: Levi Leipheimer, l’americano dell’Astana con Armstrong gregario di lusso, e Denis Menchov, il russo a capo della Rabobank. Leipheimer (arrivato sesto nel sondaggio Gazzetta, dietro anche Armstrong, Cunego, Di Luca e Sastre) è offerto a 7,00 da Matchpoint, quota assolutamente golosa per il primo degli sfidanti; e anche Menchov sale, a 12,00 per Snai. C’è anche la possibilità di puntare sulla voce ‘Altro’, a 15,00 per Gioco Digitale. Una voce che di solito include grandi sorprese, ma stavolta conviene parecchio, poiché include Damiano Cunego. Per gli allibratori inglesi, il Giro dovrebbe parlare italiano: il tricolore sul gradino più alto del podio è bancato a 2,80; le stars & stripes degli Usa a 3,50; si sale a 9,00 per la bandiera russa. Nonostante le quote sbilanciate nei favoriti, si parla comunque di un Giro combattuto: si scommette anche sul distacco in classifica tra primo e secondo, e l’opzione più probabile è un gap contenuto tra 1 e 2 minuti (a 2,50), con seconda probabilità uno scarto addirittura sotto il minuto (quotato a 3,20). Per quanto Basso sia favorito, non si prevede un monologo unico dalla prima tappa, stile Bugno ’90: in lavagna, è solo a 1,62 la possibilità che la maglia rosa conosca almeno cinque indossatori nelle sfilate sulle strade d’Italia.

ATTRAZIONE LANCE
Le quote più matte sono per Armstrong. Che la logica – nonché le sue dichiarazioni – non vorrebbero tra i favoriti, ma il fascino per la novità fa oscillare la sua quota in maniera unica, qualcosa che non potrebbe mai accadere per un altro tipo di scommessa. Influisce la curiosità per la sua prima volta al Giro, e soprattutto l’intenzione delle agenzie di raccogliere scommesse quasi a fondo perduto. Così, si passa dal 7.50 offerto da Better, per arrivare addirittura al 20 a 1 di Gioco Digitale. A proposito di quote stratosferiche, proprio Gioco Digitale offre l’eventuale super-puntata con cui rompere il banco: a 25 contro 1 viene offerto Carlos Sastre, lo spagnolo detentore del Tour de France.

ITALIA-COLOMBIA 1-2
Se dovesse essere Giro di Basso, il trionfo del varesino sarebbe rifinito a cronometro ma soprattutto costruito in montagna. Per questo è anche tra i favoriti della maglia verde, a 8,00 per Snai. La maglia per il miglior scalatore vede però una griglia di tre nomi, tutti alla pari nelle quote: per le agenzie è una questione tra Italia e Colombia, un azzurro contro due sudamericani, grandi specialisti in montagna: Josè Perez Serpa (compagno di di Simoni nella Diquigiovanni), e Juan Mauricio Hernandez Soler, punta di diamante della Barloworld. Più facile che l’outsider si riveli nelle salite, ecco perché la voce ‘Altro’ è così bassa, a 2,85 per Gioco Digitale.

ITALIA-INGHILTERRA 2-1
Per la conquista della maglia ciclamino, si ribalta il punteggio e l’avversario dei nostri colori. Due favoriti italiani contro un britannico per la conquista della maglia, assegnata a chi totalizza più punti nei podi di tutte le tappe. Quindi, bottino di guerra dei velocisti.  E se dici velocisti, devi dire Petacchi. Per alcuni (come Snai che lo dà a 5,00) Ale-Jet è favorito. Per altri, è una partita a tre, dove Petacchi non parte con un vantaggio minimo, anzi deve stare più che attento a non farsi fregare sul da Di Luca e da Cavendish, il fresco vincitore della Milano-Sanremo. Per Gioco Digitale è proprio il britannico il favorito, a 5,50, una quota che precipita a 3,75 per Better, che lascia secondo in lavagna Di Luca e addirittura fa salire a 8,00 Petacchi.

ACCENTO SCOZZESE
Eccezionale cronoprologo a squadre a Venezia per il Giro del . All’usuale invasione di turisti americani in laguna, si aggiunge la favorita per la prima tappa: la Garmin Slipstream, quotata a 2,50 da Snai, guidata dallo specialista scozzese David Millar, aiutato dagli americani Zabriskie e soprattutto Vande Velde, già l’anno passato prima maglia rosa del Giro dopo la cronosquadre, primo americano in rosa vent’anni dopo Hampsten. Ha accento americano invece, ma ragione sociale kazaka, la scommessa sulla migliore a fine Giro: favorita l’Astana di Leipheimer e Armstrong, a 2,75, ma con la Liquigas di Basso immediatamente dietro a 3,25.

CICLISTI ALL’IPPICA
Chiudiamo con la scommessa più divertente, quella che permette di combinare i piazzati sul podio finale, come nelle scommesse sui cavalli. La offre Better, e le quote invitanti sono quelle che girano sui quattro nomi: Basso (1,45) – Leipheimer (2,20) – Cunego (2,95) – Menchov (2,80). Ad esempio, 10 euro puntati su una scheda combinata con i primi tre nomi, su uno qualsiasi dei tre gradini del podio, rende circa 100 euro. Ammesso che anche voi non vogliate credere nel texano Lance, quotato a 4,00 per un mezzo miracolo alla premiazione.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/07-05-2009/scommesse-giro-50378875466.shtml?from=rss

Un giro nelle forcelle

giovedì, maggio 7th, 2009

E’ una di quelle giornate primaverili che non hanno nulla da invidiare a quelle di piena Estate. Opto per un giro non facilissimo.
Nel cielo non c’è alcuna nuvola e la temperatura è ideale, anzi, il caldo si fa sentire in modo concreto nelle conche. Proseguo nei primi quindici chilometri vallonati a ritmo abbastanza basso, quindi entro nella val del Mis e accosto il lago. Superato il ponte comincio una strada ruvida che accosta sulla destra la parete rocciosa e sulla sinistra rocce e fiumi. Il paesaggio è splendido quando è bel tempo. La strada in falsopiano prosegue solitaria lungo la valle, man mano appaiono le caratteristiche gallerie scavate nella roccia. Comincia poi la prima fatica di giornata, il Forcella Franche che da questo versante presenta pendenze insipide per chi non è ancora in forma. Lungo i tornanti appaiono nomi molto simili di località del luogo: Le Foche, Le Case, quindi Tiser e poco dopo, gli ultimi cinquecento metri del valico, taglia gambe. In cima c’è il bivio e prendo la strada di destra, quella che si dirige a Gosaldo o sul Cereda, a piacimento del turista.
In questi sei chilometri la strada è principalmente immersa nel bosco, gli unici suoni che si sentono sono quelli del cinguettare degli uccelli. Si respira aria di montagna e da lontano appaiono le vette dolomitiche. In vari settori la strada viene accostata dalle rocce creando un’atmosfera molto suggestiva.
A Gosaldo sosta e rifornimento di acqua, buonissima. Comincia poi la seconda salita di giornata che porterà in cima al Forcella Aurine, tre chilometri e mezzo di cui solo pochi tratti sono davvero duri. Il panorama è fantastico, si pedala con davanti una specie di quadro nel quale dominano le pallide montagne esaltate dal sole. In cima al valico non c’è nessuno e nel sottobosco si può ancora notare qualche residuo di neve. In effetti, nonostante sia una giornata calda, a 1300 metri di altitudine il clima cambia inesorabilmente. Mantellina e via verso Voltago Agordino, otto chilometri di discesa maestosa e senza particolari pericoli, quindi svolta verso Rivamonte prima di ritornare in cima al Forcella Franche dal versante più facile. Nessun problema anche se la stanchezza comincia a farsi sentire. Di nuovo mantellina e giù lungo la valle del Mis, tratto veloce dove riesco a riposarmi e recuperare in vista degli ultimi venticinque chilometri vallonati che conducono a casa.
Un giro sicuramente bello, specialmente per gli appassionati dei luoghi fuori dal casino generale. Altimetricamente parlando, se non si è abituati alla salita, diventa molto ardua come cosa ma se non si è mal organizzati come il sottoscritto, si può partire alla mattina e prendersi più ore a disposizione anche per ammirare meglio i diversi panorami lungo il percorso.

via  http://pensiericiclismo.blogspot.com/2009/05/un-giro-nelle-forcelle.html

Noè è uscito dal Giro  E Facebook protesta

martedì, aprile 28th, 2009

La maglia rosa più vecchia voleva chiudere a 40 anni nella Gazzetta, ma la Liquigas non l’ha convocato. Nasce la crociata a 11 giorni dal via di Venezia

Andrea Noè in maglia rosa nel 2007. Bettini
Andrea Noè in maglia rosa nel 2007. Bettini
MILANO, 28 aprile 2009 – Andrea Noè non correrà il Giro d’Italia. Sembrava una non-notizia. Invece l’esclusione del più vecchio professionista italiano, che è anche la più vecchia maglia rosa in attività, è diventata prima una notizia, poi un caso, e ha scatenato una crociata: fate correre a Noè il Giro del . Anche perché, scherzano i più maliziosi, Giro e Noè sono quasi coetanei. Ha 40 anni e tre mesi, Noè. Tra i pro’ ha cominciato a correre nel 1993: c’erano Argentin e Fondriest, Cassani andava in tv solo da intervistato (raramente). Andrea gregario, da subito. Per Rominger e Olano, Tonkov e Bartoli, Bettini e Di Luca. Con Mapei, Asics, Mapei-Quick Step, Alessio, dal 2005 Liquigas. Magro, asciutto, secco. Occhialini. Un amabile brontolone. Il suo : tirare, cucire, riportare. In montagna: una certezza. In volata: la negazione. Il suo forte: la resistenza. Poi, mai dire mai, tre giorni in rosa, uno nel 1998 (con vittoria di tappa) e due nel 2007. Totale: 15 Giri d’Italia in 16 anni.
LA REAZIONE – Risultati e fiducia hanno spinto Noè ad allungare la carriera fino al 2009, con un sogno: correre il Giro del . Invece l’esclusione: “Scelta tecnica”. Il tam-tam del ha cominciato a risuonare ed echeggiare. Da Aldo Sassi (il preparatore di Noè, ma anche del suo attuale capitano Ivan Basso) a Giorgio Squinzi (il patron Mapei, che gli ha telefonato dagli Usa: “Escluderti significa non capire certi valori”), dagli ex capitani Garzelli e Di Luca ai giornalisti affezionati alle sue battute agli appassionati che hanno invaso i siti di . Perfino su Facebook, in cui Noè ha la sua pagina con 510 amici. “Si ama Noè — commenta Alfredo Martini — perché è un combattente. Uno che dà, spende, fruga in tutte le tasche per regalare energie al capitano. Il pubblico si nutre di questi personaggi. Non c’è da stupirsi della passione per lui”.
IDEA – C’è chi ha pensato di ingaggiare Noè. “E chi non lo prenderebbe? — si chiede Roberto Damiani, d.s. della Lotto-Silence, la di Evans e Gilbert —. Non per fargli fare l’ultimo Giro, ma per fargli fare un grande Giro”. “Uno come Noè farebbe comodo a qualsiasi ”, ammette Beppe Saronni, team manager della Lampre di Cunego. “Anche alla nostra”, aggiunge patron Emanuele Galbusera. Ma ci vorrebbe la rescissione consensuale del contratto. “Non trovo giusto darla — spiega Roberto Amadio, team manager Liquigas —. E’ un’ipotesi assurda. Noè non è l’unico dei nostri a non correre il Giro. I corridori devono accettare le scelte. Per me la vicenda è chiusa: purtroppo si sta creando una situazione antipatica per la Liquigas e i suoi corridori”.
VANOTTI STOP? – C’è però una remota possibilità: Noè, eletto prima riserva, potrebbe subentrare a un compagno costretto a rinunciare per problemi di salute. Alessandro Vanotti, sabato, ha avuto una piccola colica biliare: “Adesso sto meglio. Sabato e domenica corro Toscana e Larciano, poi vedremo”. Anche Vanotti, come Noè e gli altri, da cinque mesi si allena per il Giro: “Ma se proprio non ce la facessi, firmerei perché a sostituirmi fosse lui”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/2009/it/Primo_Piano/2009/04/28/noe_2804.shtml

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