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USC CHIRIO-FORNO D’ASOLO TRE COLLI CYCLING PROFESSIONAL LADIES TEAM

lunedì, maggio 18th, 2009


Comunicato n°18 / lunedì 18 maggio 2009

Nel challenge francese la lituana resta in vetta ad una prova dalla fine
Buon debutto della campionessa estone Under 23 Liisa Ehrberg
Ville de Lyon: Ungurytė consolida il primato

Il bis in maglia gialla è ormai a portata di mano. Ad una sola prova dalla conclusione Edita Ungurytė è a un passo dal secondo trionfo al Challenge de la Ville de Lyon. Nella penultima prova disputata a Lyon-Gerland la ragazza della Chirio-Forno d’Asolo-Tre Colli-Rougj-Idea Quick è riuscita a strappare un preziosissimo 4° posto alle spalle della compagna di Edita Janeliunaite, l’unica delle atlete in classifica a precederla nell’arrivo a ranghi compatti in cui e si è imposta la 26enne francese Fanny Riberot. Per non rischiare lo sprint affollato della veloce , a 25 km dal Ungurytė aveva giocato la sua carta vincente: l’attacco solitario, quello che le aveva permesso di trionfare nella prova d’apertura a Lyon-Vaise. A sette tornate dalla fine la maglia gialla della lituana ha raggiunto un vantaggio massimo di 15”, ma la sua bella azione solitaria è stata presto annullata dal gruppo.
Sulle strade francesi in maglia Chirio-Forno d’Asolo ha debuttato Liisa Ehrberg, ragazza estone di neppure 21 anni (17/12/1988), campionessa Under 23 strada e crono in carica. L’ex portacolori del Chambéry C.Compétition (“suggerita” a Franco Chirio dal team professionistico Kalev Sport) si è subito presentata con un bene augurante 10° posto. Quindi a Lyon-Gerland ben tre atlete Chirio-Forno d’Asolo sono finite nell’ordine d’arrivo.
“In vista della riapertura dei tesseramenti e per affrontare al meglio i prossimi impegni – dice il team manager Franco Chirio – è questo uno dei primi rinforzi studiati per presentarci al meglio al via delle importanti corse a tappe a cui parteciperemo tra breve”. Non si escludono quindi nuovi arrivi in casa Chirio-Forno d’Asolo.
In Austria invece Christina Kollmann è tornata a gareggiare nella Ricoh Arbö-Frauen-Cup 2009 giunta alla 4. prova disputata sabato 16 maggio a Marchtrenk (Oberrösterreich). Nell’Österreichische Meisterschaft Kriterium vinto dall’ex compagna di Monika Schachl (Arbö Graz) su Jaquline Hahn (Tyrol) e Daniela Pintarelli (Arbö), la Kollman è risultata la migliore Under 23 grazie all’ottavo posto finale assoluto.

www.ciclismoinrosa.net

via  http://ciclismorosa.blogspot.com/2009/05/usc-chirio-forno-dasolo-tre-colli.html

Jan Ullrich, l’antitedesco

venerdì, aprile 3rd, 2009

Oggi ho voglia di parlare di un corridore che tutti conoscono bene e che da qualche anno è uscito di scena, dalla porta posteriore.
Jan Ullrich, nato a Rostock il 2 Dicembre 1973, ex Germania dell’Est. Un ragazzo prodigio che si avvicina al mondo del quando Fignon e Lemond si sfidavano a suon di secondi al Tour de France.
Il 1993 all’epoca fu un anno di sorprese, che però diceva ben poco. Rivedendo oggi come andarono le cose, fu l’inizio, forse ancora precoce, di un’era che di lì a qualche anno sarebbe esplosa.
Si proprio così, ai campionati mondiali di Oslo due futuri campioni si fregiano della maglia iridata. Mentre Lance Armstrong vince il Mondiale professionistico andando a sconfiggere i grandi, Jan Ullrich non ancora ventenne vince il Mondiale dilettanti.
Prima di passare professionista, Ullrich corre un altro anno fra i dilettanti ottenendo il terzo posto al primo Campionato del Mondo a cronometro, edizione nella quale partecipavano sia professionisti che dilettanti.
I risultati parlano chiaro e la Telekom non se lo fa sfuggire ingaggiando nel 1995. Il ragazzo dimostra doti naturali di passista propenso alle prove contro il tempo. A 21 anni vince il campionato nazionale a cronometro e partecipa alla Vuelta di Spagna.
Nel 1996 la Telekom punta tutto su Bjarne Rijs e Ullrich dovrà essere un suo gregario senza velleità di alcun tipo. Ma al Tour de France che decreta la fine dell’era Indurain, non appare solo la forza di Rijs ma anche quella del suo “gregario”, il quale rimarrà sempre con i primi ritrovandosi addirittura secondo nella generale il giorno prima dell’ultima cronometro. L’indomani, Ullrich vincerà la crono di Saint Emilion sconfiggendo per 56” poco di meno che Indurain e guadagnando sulla maglia gialla (Rijs) ben 2’18” e terminando a Parigi con soli 1’41” di svantaggio dall’impresa.
Il fatto non passò inosservato, di fatto Rijs si era salvato all’ultimo minuto, risultando comunque il più forte del Tour 1996.
Già dal 1997 le cose cambiano, la Telekom da le spillette di seconda punta a Ullrich, pensando bene di farlo muovere in caso di flop da parte di Bjarne Rijs.
A Giugno “Ulle” vince il campionato nazionale su strada e a Luglio parte con il pettorale numero 8 in un Tour che gli strizza già l’occhio.
A Loudenville (9° ) corre già da padrone curando le ruote di Pantani e Virenque, i due scalatori più pericolosi.
Il giorno successivo ad Andorra, diventa unico capitano in casa Telekom. Stacca tutti sull’ultima salita e vince con oltre un minuto di vantaggio su Pantani e Virenque, gli unici in grado di avvicinarsi al campione tedesco.
La cronometro di St Etienne è il ko definitivo agli avversari, Pantani si difende perdendo 3’42”, Virenque 3’04” conferma il secondo posto mentre Rijs perde 3’08” scivolando in classifica con oltre otto minuti di svantaggio.
Quando cominciano le Alpi, Ullrich ha già il Tour in tasca, viene sconfitto da Pantani sull’Alpe d’Huez e a Morzine, lascia vincere Virenque a Courchevel e consolida il vantaggio nella cronometro finale di Disneyland.
La vittoria è netta, oltre nove minuti inflitti a Virenque, oltre quattordici a Pantani e un quarto d’ora a Olano, questi i numeri di un Tour a senso unico. Qualcuno già scrive che siamo di fronte a qualcosa di imbattibile e difatti in quell’Estate di dodici anni fa, un po’ tutti eravamo di questa idea.
La stagione del tedesco non è finita, dopo la maglia gialla, va e vince la Classica di Amburgo dimostrando doti anche nelle corse di un giorno.
E’ il grande atteso per l’anno 1998 ma cominciano a manifestarsi le prima lacune di poca professionalità verso il . Forte quanto volete ma anche indisciplinato, ben presto Jan Ullrich diventerà l’antitedesco in persona.
Sovrappeso si presenta al Tour come l’uomo da battere. La vittoria finale per molti è già scontata visto il percorso non durissimo e a favore più a lui che non agli avversari che vogliono metterlo in difficoltà.
Nel Tour dello scandalo Festina, Ullrich sembra comunque quello di sempre andando a vincere la cronometro di Corréze e racimolando minuti importantissimi nei riguardi degli avversari più pericolosi.
Ma quando cominciano i Pirenei, non sembra quello dell’anno precedente e già da Luchon (10° ), comincia a perdere 23” da Marco Pantani. Pochi ma sicuramente allarmanti se contiamo che non era certo una durissima.
A Plateau de Beille la situazione comincia a vacillare, Pantani attacca nella salita finale e Ullrich arranca arrivano all’arrivo con 1’40” di ritardo.
Arrivano le Alpi e in una giornata da lupi, succede l’impensabile. Ullrich ha una crisi sul Galibier, Pantani se ne accorge e lo attacca a 45 km dal facendolo capitombolare definitivamente. All’arrivo il distacco del tedesco sarà di quasi nove minuti.
Vince la successiva (Albertville) attaccando Pantani in salita senza staccarlo, guadagna poi 2’35” nella cronometro di Le Creusot riportandosi secondo in classifica a 3’21” di svantaggio.
Ad un anno di distanza una situazione non capovolgibile è invece capovolta, Ullrich si è rivelato battibile anche grazie alla sua poca professionalità e alla inesperienza dell’età.
Tutto è dunque rinviato all’anno successivo. La sfida dell’anno è annunciata: Pantani vs Ullrich. Ma questi due non prenderanno mai il via del Tour 1999.
Il tedesco cade al Giro di Germania e deve dire addio ai sogni di rivalsa. Ritorna in vista della Vuelta a Espana dove vince due tappe conquistando la classifica generale. L’obiettivo stagionale sono comunque i campionati mondiali di Verona. Vince la prova a cronometro e coglie un ottavo posto nella prova in linea rilanciando per un 2000 tutto proiettato in funzione del Tour de France.
E’ l’anno della sfida a tre: Pantani vs Ullrich vs Armstrong. Tra i tre il migliore sembra Armstrong che nella decima che fa arrivo ad Hautacam, stacca tutti i principali big rifilando oltre tre minuti a Ullrich e cinque a Pantani.
Nei giorni successivi, l’attenzione si sposta sulla sfida tra Pantani ed Armstrong, Ullrich diventa un semplice comprimario che in ogni di montagna è destinato ad arrivare attardato dagli altri due. Così succede sul Mont Ventoux, a Briancon e a Courchevel, poi, dopo il folle volo di Pantani nella dello Joux Plane, il tedescone sfrutta la prima cotta dell’americano in maglia gialla staccandolo e guadagnando oltre un minuto e mezzo sul di Morzine. A Parigi sarà secondo a 6’02” da Armstrong.
Il riscatto arriva di li a poco, alle Olimpiadi di Sydney. Conquista l’argento nella prova a cronometro ma vince soprattutto l’oro nella prova in linea precedendo i compagni di team, Vinokourov e Kloden. La stagione è salvata.
Nel 2001 partecipa per la prima volta al Giro d’Italia. La sua partecipazione è impostata come allenamento in vista del Tour de France e difatti lo vedremo raramente nelle prime posizioni.
A Giugno vince per la seconda volta il campionato nazionale in linea e a Luglio si presenta al Tour finalmente preparato a puntino. Troverà sulla sua strada di nuovo un Lance Armstrong marziano che lo staccherà sia in salita che a cronometro senza segni di cedimento. A Parigi il conto è sempre lo stesso, secondo a 6’44”.
Sono passati ben quattro anni dall’ultima vittoria del Tour de France. A quel tempo Ullrich era visto come un ciclista imbattibile, oggi invece, pur rimanendo uno fuoriclasse, ha trovato nella sua strada il vero corridore imbattibile.
A differenza di Armstrong, però, Ullrich onora il calendario e a fine anno, dopo aver vinto il Giro dell’Emilia, vince per la seconda volta il campionato del Mondo a cronometro, disputatosi a Lisbona.
Comincia da qui una parentesi amara che poteva essere evitata con un briciolo di testa in più da parte del tedesco.
Rimasto lontano dalle corse a causa di un problema al ginocchio, Ullrich verrà poi trovato positivo alle anfetamine, assunte al di fuori dell’attività sportiva. Arriva la squalifica da scontare fino al 23 Marzo 2003, quindi, la chiusura del contratto con la Telekom, sua per otto stagioni di fila.
Ritornato durante la primavera del 2003 con il Team Coast (futura Bianchi), senza grandi pretese si presenta al Tour dove di giorno in giorno si riscopre campione.
Febbriciante, perde 1’24” da Armstrong sull’Alpe d’Huez ma nella 12° , cronometro di Cap Decouvertè, stravince guadagnando 1’36” sul texano e ritornando sotto nella classifica generale. Non vinceva una al Tour dal 1998.
Sui Pirenei si consuma il duello ristretto. Ad Ax 3 Domaines il capitano della Bianchi guadagna altri secondi, non abbastanza per far cadere dal trono Armstrong il quale, puntualmente, ripresosi dalla crisi, va a vincere a Luz Ardiden distanziando Ullrich di 40” importantissimi in vista dell’ultima cronometro, dove la situazione non cambierà. A Parigi Ullrich è ancora secondo ma questa volta solo di un minuto e un secondo. Tutto è rinviato all’anno seguente.
Nonostante Armstrong si sia mostrato battibile, le cose non cambiano come molti pensavano. Ullrich ritorna al T-Mobile (ex Telekom) vincendo il Giro di Svizzera e apparendo come il grande rivale del texano.
Ma al Tour, Armstrong è sicuramente più competitivo dell’anno precedente e Ullrich affonda già dal primo arrivo in salita a La Mongie (12° ), dove perde due minuti e mezzo. Nelle tappe successive, continuerà ad accusare ritardo su Armstrong dimostrandosi addirittura meno competitivo del compagno di Kloden, il quale, a Parigi coglie un secondo posto, mentre Ullrich deve accontentarsi di un mesto quarto posto a quasi nove minuti dalla cima.
Tutto rinviato, come sempre, all’anno successivo. 2005, otto anni dopo la vittoria al Tour, Ullrich si ripropone più come nome che non come garanzia.
La prima umiliazione arriva nella prima , la cronometro di Noimoutier. Ullrich viene raggiunto e superato dal texano, perdendo un minuto.
A Courchevel, primo arrivo in salita, il tridente T-Mobile si squaglia, Vinokourov perde oltre cinque minuti mentre Ullrich e Kloden rimediano 2’19” dall’ormai diecimila volte citato Lance Armstrong.
Sui Pirenei, Ullrich si riprende ma scopre di non essere più l’avversario principale di Armstrong. Ora c’è Ivan Basso, già visto l’anno scorso ma che quest’anno si è avvicinato ulteriormente alla maglia gialla.
Ullrich deve limitare i danni e a Parigi arriva terzo a 6’21” dal rivale americano che annuncia il ritiro, aprendo probabilmente nell’animo del tedesco, una spirale di speranza nella conquista del Tour 2006.
Senza Armstrong i più attesi per la stagione seguente sono principalmente Ivan Basso e appunto Jan Ullrich. Quest’ultimo ritorna al Giro d’Italia per la seconda volta, ancora una volta per preparare il Tour de France.
Al Giro vince la prima cronometro sconfiggendo Ivan Basso e facendo la voce grossa in vista della Grand Boucle. Si ritira ai piedi del San Pellegrino e a Giugno vince nuovamente il Giro di Svizzera, dimostrando di essere in grandissima forma.
Alla vigilia del Tour, Ullrich e Basso vengono implicati nell’Operacion Puerto. Viene quindi escluso dall’organizzatore del Tour, sospeso dalla e in seguito licenziato.
Durante il periodo dell’inchiesta, Ullrich si dichiarerà sempre estraneo alla vicenda, fino al 26 Febbraio 2007 quando annuncia il ritiro dal , decisione che rimarrà tale nonostante i recenti ritorni di vari rivali.
Per la cronaca, Jan rientra tra i corridori che hanno vinto tappe in tutti e tre i grandi giri (Giro, Tour, Vuelta), inoltre, in otto partecipazioni al Tour è salito sette volte sul podio, una volta primo, cinque volte secondo e una volta terzo, peggior risultato un quarto posto e scusate se è poco.

via  http://pensiericiclismo.blogspot.com/2009/04/jan-ullrich-lantitedesco.html

Roi de la Montagne

martedì, marzo 17th, 2009

Stravinto il cronoprologo, all’attacco nella di Martedì e dominatore assoluto dell’arrivo in salita di oggi. Contador ha così ipotecato una Parigi-Nizza che a due giorni dal termine è praticamente chiusa.
Troppo forte per gli avversari quando la strada sale, ma forse mancavano veri scalatori in grado di tenere quantomeno testa all’ultimo vincitore del Giro d’Italia.
Oggi sembrava una del Tour de France, lunga e con un arrivo in quota, nonostante la collocazione a Marzo.
Chi l’anno scorso se l’era giocata per vincere la Grand Boucle, oggi le ha prese di santa ragione. Secondo e primo dei comuni mortali Frack Schleck a 58”, insieme al lussemburghese Luis Leon Sanchez, più dietro Cadel Evans che taglia il a 1’27” dimostrando di avere sempre dei limiti in salita.
L’ex maglia gialla Sylvain Chavanel cede 1’50” perdendo come prevedibile la leadership. Ora Contador ha davvero vinto la Parigi-Nizza, a scanso di cadute, difficilmente perderà 1’13” su Luis Leon Sanchez nelle due tappe prima di Nizza. E siamo appena a Marzo.

via  http://pensiericiclismo.blogspot.com/2009/03/roi-de-la-montagne.html

L’impresa epica a Les deux Alpes

martedì, marzo 17th, 2009
“Uno schiaffo all’epoca della perfezione.
Pantani è perfezione ma al tempo stesso imperfezione.
Rompe ogni schema,
dimostrando che si può ancora inventare qualcosa,
in un’epoca dove c’è davvero poco da inventare”

Aveva appena vinto il Giro d’Italia mettendo fuori gioco dapprima Alex Zulle e poi, vincendo l’epica sfida con Pavel Tonkov a Montecampione, era andato ad ipotecare la maglia rosa a Milano.
Ma ora era tempo di Tour, un Tour neanche troppo difficile e che strizzava l’occhio al vincitore dell’anno precedente. Chi poteva scommettere su Pantani? Davvero pochi.
Ma il non sempre ha logica, a volte può essere fatale per chi è troppo sicuro di sè. Basta poco se ci pensiamo, una cotta, un po’ di freddo, una caduta, una foratura e via di seguito.
Il 27 Luglio è una di quelle giornate estive che sembrano tutto tranne estive. La pioggia cade a dirotto ma oggi si sale oltre i duemilacinquecento metri (e scusate se è poco), le condizioni avverse potrebbero cambiare molte cose.
Alla vigilia di questa che presenta il Galibier, Ullrich ha un vantaggio di oltre tre minuti sul pirata.
Quel giorno erano già in fuga Serrano, Massi, Rinero, Jimenez ed Escartin, tutti scalatori di un certo livello.
Il gruppo continua del suo passo con i migliori che proseguono coperti dai gregari. Ullrich sembra ancora fiero ma in realtà è cotto e stracotto, pronto per la disfatta. Ai meno cinque dall’arrivo parte proprio lui, Marco Pantani. Uno scatto atteso che fa male. Leblanc segue per un po’ il pirata ma quest’ultimo, dopo un po’, preferisce continuare del suo passo, un passo doppio rispetto a tutti gli altri.
Man mano Pantani ricomincia a recuperare anche coloro che erano in avanscoperta dalla mattinata. In cima al Galibier c’è uno scenario da lupi e quando transita anche Ullrich i minuti di ritardo sono 2’56”. La vera disfatta avverrà in discesa.
Pantani che si è buttato a capofitto verso la vallata, fa pensare al peggio quando si ferma, ma questa volta non è caduto, bensì sta per indossare la mantellina contro il freddo tagliente.
Ai piedi di Les deux Alpes il romagnolo è virtualmente maglia gialla, da dietro, Ullrich si è fermato per una foratura ed è devastato dalla crisi giornaliera. Quello che fino a ieri sembrava una sfinge, si è rivelato battibile come un normale corridore.
“Continua a scattare, soltanto subito dopo aver superato la linea del , Marco Pantani si concede il gesto del trionfo”, queste la parole di Adriano De Zan che commemora la grandissima impresa d’altri tempi che il Mondo intero ha assistito quest’oggi.
Dietro il vuoto, sfilano dapprima i corridori che erano già in fuga, Massi, Escartin, Rinero e prima di vedere un uomo di alta classifica bisognerà attendere Bobby Julich, quinto a quasi sei minuti. Jan Ullrich arriverà quasi nove minuti dopo, perdendo si la maglia gialla ma cosa ben più grave, anche l’intero Tour de France vista la nuova classifica ridimensionata: quasi sei minuti di ritardo dalla nuova maglia gialla. Non basterà nemmeno una cronometro di cinquanta chilometri per recuperare il tempo perduto.
Dopo trentatre anni, l’Italia è di nuovo in festa per un italiano al Tour de France. Quell’italiano è Marco Pantani, conosciuto dai più anche come il pirata. E’ l’apice di una carriera già stellare ma dalle scure nubi all’orizzonte.
“Non sono folle,
è che l’impresa
è l’impresa”
M.Pantani

>>>nella prossima puntata una inquietante lettera in merito al Giro d’Italia 1999>>>

via  http://pensiericiclismo.blogspot.com/2009/02/limpresa-epica-les-deux-alpes.html

Due acuti sull’Alpe d’Huez

martedì, marzo 17th, 2009
Lezione di scatti ai passistoni
Per Marco Pantani, l’Alpe d’Huez è stato sinonimo di luce, di riscatto, di ritorno. La vince due volte, salendo sempre con tempi strepitosi e seminando il vuoto dietro sé. Sconfigge Miguel Indurain nel 1995 lasciandolo dietro di quasi un minuto e mezzo prima di ritrovarsela di nuovo come arrivo di salita, due anni dopo…

17 Luglio 1997
L’era Indurain è finita. L’ultima volta che Pantani aveva gareggiato al Tour de France, lo spagnolo della Banesto era ancora il numero uno ma di tempo ne è passato e la generazione è velocemente cambiata. Ora c’è l’onda Telekom che sforna un uomo semi bionico di nome Jan Ullrich. Pantani è invece tornato da gravi incidenti che potrebbero averlo condizionato nella carriera. Le sue performance in salita non sono più quelle di un tempo e l’avversario da battere, questa volta sembra imprendibile anche quando la strada pende.
Oggi però c’è una salita che Pantani ama particolarmente, l’ha già vinta due anni fa. Riuscirà a riconfermarsi e ad essere più forte della sfortuna?
In quella i capitani prendono la strada in pole position, cercando di non rimanere ingarbugliati in mezzo al gruppo.
Quando Pantani getta il cappellino giallo, è il segnale che qualcosa sta succedendo. Scatta subito a mani basse seguito dai due rivali più acerrimi, la maglia gialla Ullrich e la maglia a pois Virenque (manca solo la maglia verde Zabel ma come sappiamo, per quanto possa andare forte in salita, non ha il passo di questi tre :D ).
Si capisce già da subito che Pantani sta per rinascere un’altra volta. Il suo scattare a mani basse è una novità, dalla caduta della Milano-Torino il suo stile è radicalmente cambiato,ma le gambe sono sempre molto solide.
Virenque, dopo pochi metri, salta completamente e deve lasciare la presa, poco dopo, anche l’uomo bionico dell’ex Germania dell’Est deve lasciar andare il pirata Marco.
Pantani continua a salire con un ritmo insostenibile ma tutto sommato, Ullrich non molla, imitando il vecchio Indurain, proseguendo del suo passo senza ammazzarsi a star dietro al capitano della Mercatone Uno.
Una volta sul , Pantani si sfoga con un urlo liberatorio che ha un significato simbolico, come un pugno alla sfortuna, una sorta di liberazione, finalmente può dire di essere tornato quello di prima, senza la paura di vedersi “impedito” come molti “luminari” medici gli avevano annunciato qualche giorno dopo la Milano-Torino.
Ricomincia da qui la seconda parte della carriera del pirata, un breve saluto all’Alpe, sua salita amica che non rivedrà più negli anni a seguire.

>>>prossima puntata: “La sfortuna di Pantani”>>>

via  http://pensiericiclismo.blogspot.com/2009/02/due-acuti-sullalpe-dhuez.html

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