Posts Tagged ‘Corsa’

A Bologna si aspetta Di Luca

sabato, maggio 23rd, 2009

CAMPI BISENZIO (Firenze), 23 maggio 2009 – Denis Menchov, russo vestito di rosa, analizza con lucidità lo scenario. “Conosco molto bene Danilo, so che è un corridore esplosivo, adatto a finali nervosi. Andrà subito a caccia di abbuoni per riprendersi la maglia”.

Denis Menchov, la maglia rosa. Reuters
Denis Menchov, la . Reuters

la ruota giusta
Eccolo il filo rosso della giornata (da 172 km): l’assalto dell’ex padrone della corsa, non certo disperato visto che fino al giorno di riposo il menu è un concentrato di sofferenza appenninica. Nessuno invece sa in anticipo chi si aggancerà la ruota dell’abruzzese per rientrare in gioco. Leipheimer ha già detto che il suo obiettivo è non staccarsi proprio da Di Luca. Sastre sembra attendere la tappa del Monte Petrano per graffiare. Basso e Pellizotti? “Dobbiamo attaccare, questo è ovvio – ha detto il varesino – però non c’è solo la giornata di oggi, mancano ancora tre-quattro frazioni adatte per guadagnare terreno”.

abbuoni e salite
Venti secondi al primo, 12 al secondo, 8 al terzo. La dote per chi è in grado di arrivare sul podio di tappa non è sufficiente, da sola, a colmare il gap. Menchov ha infatti 34″ su Di Luca, 40 su Leipheimer, 2 minuti su Pellizotti, 2’52″ su Sastre e 3 su Basso. Ci vorrà altro per spodestare il faro della Rabobank sfruttando le varie difficoltà di giornata: passo della Collina, valico di Mediano e valico di Tolè fino al km 117; Mongardino e soprattutto San Luca nell’ultimo tratto con arrivo è posto in cima a uno strappo di 2100 metri con pendenze durissime (16% di media) degne di una Freccia-Vallone. Che Di Luca vinse quattro anni fa.

POZZATO LASCIA
Filippo Pozzato stamattina non prenderà il via per un risentimento al ginocchio destro picchiato nella caduta dell’11ª tappa. Il vicentino: “Sento dolore al ginocchio destro, soprattutto a freddo. Ne ho parlato con i manager della squadra e abbiamo deciso che è il caso di provare a recuperare totalmente in vista dei prossimi impegni. Peccato, perché mi sarebbe piaciuto lasciare un segno importante nel Giro del Centenario”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/23-05-2009/sul-san-luca–50437341021.shtml?from=rss

Sul San Luca si aspetta Di Luca

sabato, maggio 23rd, 2009

CAMPI BISENZIO (Firenze), 23 maggio 2009 – Denis Menchov, russo vestito di rosa, analizza con lucidità lo scenario. “Conosco molto bene Danilo, so che è un corridore esplosivo, adatto a finali nervosi. Andrà subito a caccia di abbuoni per riprendersi la maglia”.

Denis Menchov, la maglia rosa. Reuters
Denis Menchov, la . Reuters

la ruota giusta
Eccolo il filo rosso della giornata (da 172 km): l’assalto dell’ex padrone della corsa, non certo disperato visto che fino al giorno di riposo il menu è un concentrato di sofferenza appenninica. Nessuno invece sa in anticipo chi si aggancerà la ruota dell’abruzzese per rientrare in gioco. Leipheimer ha già detto che il suo obiettivo è non staccarsi proprio da Di Luca. Sastre sembra attendere la tappa del Monte Petrano per graffiare. Basso e Pellizotti? “Dobbiamo attaccare, questo è ovvio – ha detto il varesino – però non c’è solo la giornata di oggi, mancano ancora tre-quattro frazioni adatte per guadagnare terreno”.

abbuoni e salite
Venti secondi al primo, 12 al secondo, 8 al terzo. La dote per chi è in grado di arrivare sul podio di tappa non è sufficiente, da sola, a colmare il gap. Menchov ha infatti 34″ su Di Luca, 40 su Leipheimer, 2 minuti su Pellizotti, 2’52″ su Sastre e 3 su Basso. Ci vorrà altro per spodestare il faro della Rabobank sfruttando le varie difficoltà di giornata: passo della Collina, valico di Mediano e valico di Tolè fino al km 117; Mongardino e soprattutto San Luca nell’ultimo tratto con arrivo è posto in cima a uno strappo di 2100 metri con pendenze durissime (16% di media) degne di una Freccia-Vallone. Che Di Luca vinse quattro anni fa.

POZZATO LASCIA
Filippo Pozzato stamattina non prenderà il via per un risentimento al ginocchio destro picchiato nella caduta dell’11ª tappa. Il vicentino: “Sento dolore al ginocchio destro, soprattutto a freddo. Ne ho parlato con i manager della squadra e abbiamo deciso che è il caso di provare a recuperare totalmente in vista dei prossimi impegni. Peccato, perché mi sarebbe piaciuto lasciare un segno importante nel Giro del Centenario”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/23-05-2009/sul-san-luca–50437341021.shtml?from=rss

Cavendish non si ferma più

venerdì, maggio 22nd, 2009

FIRENZE, 22 maggio 2009 – Mark Cavendish ha vinto allo la 13/esima tappa del Giro d’Italia, da Lido di Camaiore a Firenze, 176 chilometri. Il 24enne britannico della Columbia-High Road ha fatto così tris dopo i successi di Milano ed Arenzano, ottenendo in tutto il quinto successo in carriera nella dopo i centri 2008 a Cittadella e Catanzaro. Bilancio 3-2 quindi quest’anno con Alessandro Petacchi, oggi secondo, vincitore a Trieste e Valdobbiadene. Sul podio anche Davis, poi Hunter e Farrar. Cavendish, vincitore nel 2009 della Milano-Sanremo, è anche il plurivittorioso stagionale con 11 centri.

LA CRONACA
La tappa non ha particolari difficoltà altimetrice e grandi spunti di cronaca non ce ne sono. Da segnalare che Mario Cipollini, nella sua Toscana, ha approfittato della giornata tranquilla per salire in bici e infilarsi tra le ammiraglie, raggiungendo il fondo del plotone. La giornata scorre via veloce (media intorno ai 45) e sono Scarselli, Ignatiev e Schroder a tentare la fuga dopo 10 chilometri. Raggiungono oltre 5’ di margine, ma la Rabobank e le squadre dei velocisti tirano. I primi due vengono riassorbiti a una ventina di chilometri dalla fine, Schroder – tedesco della Milram – continua da solo e viene riassorbito ai meno 5. E’ il preludio allo .

LA POLEMICA
Dopo l’arrivo scintille tra Farrar e Petacchi. Lo spezzino è stato accusato di aver commesso una scorrettezza. ” Non so cosa volesse – ha detto lo spezzino della Lpr a proposito di Farrar-. Mi ha detto qualcosa alla fine e l’ho mandato a quel paese. Io ero a ruota di Cavendish, Renshaw e Boasson Hagen gli hanno tirato una grande volata ed io sono stato bravo a piazzarmi al secondo posto. Gli si fanno a tutta, non posso guardare ogni particolare”.

LA CLASSIFICA
Nessuna variazione di rilievo. Denis Menchov (Rus, Rabobank) ha 34” su Danilo Di Luca (Lpr-Farnese) e 40” su Levi Leipheimer (Usa, Astana). Quarto Franco Pellizotti (Liquigas-Doimo) a 2’, poi Carlos Sastre (Spa, Cervelo) a 2’52”, Michael Rogers (Aus, Columbia) a 2’59” e Ivan Basso (Liquigas-Doimo) a 3’. Ottavo Gilberto Simoni (Diquigiovanni-Androni) a 4’38”, nono Marzio Bruseghin (Lampre-Ngc) a 5’26”, Thomas Lovkvist (Sve, Columbia) a 5’53”. Lance Armstrong (Usa, Astana) è 12/o a 6’34”, Damiano Cunego (Lampre-Ngc) 18° a 8’18”.

DOMANI
La dei 100 anni prosegue con la 14/a tappa: Campi Bisenzio-Bologna (San Luca), 172 chilometri con arrivo in sullo strappo (2 km, pendenza media 10 %, massima 16) che è anche la conclusione del Giro dell’Emilia.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/22-05-2009/cavendish-cala-tris-50435779035.shtml?from=rss

L’emozione di Menchov

giovedì, maggio 21st, 2009

RIOMAGGIORE (Sp), 21 maggio 2009 – La maratona a cronometro ha spaccato il Giro in due. In senso generale, perché il doppio colpo di Menchov ha modificato equilibri cristallizzati da una settimana. E volendo esagerare anche in chiave nazionalista, visto che la sfida si è ristretta: due stranieri contro gli italiani.

il russo e il veggente
Denis Menchov, 31 anni, russo che corre in Olanda, parla spagnolo e ha vinto due volte la Vuelta (una a tavolino), è il numero uno di una giornata meno traumatica del previsto, iniziata senza il campione olimpico Cancellara (ritiratosi) e finita con distacchi non così ampi tra i primi. “La – attacca il leader della Rabobank – è un bel premio da dedicare a Horrillo (il compagno di squadra che nella tappa di Bergamo ha rischiato la vita, ndr). Mi piaceva moltissimo questa crono, per questo l’ho preparata così bene. Leipheimer? Va forte e anche Di Luca è lì: sono sicuro che già da sabato farà di tutto per recuperare. Ma per me sono ancora in corsa sia Basso sia Sastre”. L’abruzzese si è confermato il più lucido nell’analisi di quello che sarebbe accaduto. “Avevo detto che con 2 minuti presi da Menchov e Levi sarei stato contento. Ora inizia un altro Giro, già a Bologna proverò a recuperare terreno, conosco benissimo quell’arrivo”.

Garzelli: E’ stato uno sforzo sovrumano, un’ora e mezza al limite di tutto

l’ora delle alleanze
Insieme al russo, i veri vincitori di giornata sono due: Franco Pellizotti e Stefano Garzelli. Il primo, quarto a due minuti da Menchov, ha scritto una parola pesante sul dualismo in casa Liquigas-Doimo e, di fatto, potrebbe ritrovarsi alleato con Di Luca anche se la versione del friulano è un’altra: “Io e Ivan siamo partiti alla pari per cercare di vincere il Giro, ci stiamo dando una mano e non c’è nessuna pressione dalla squadra. Il Giro è ancora lungo: attaccheremo uno alla volta. Menchov? Non ha una grandissima squadra, bisognerà saperlo attaccare”. Garzelli, terzo a 1’03″ dal russo, ha fatto una crono straordinaria: “È stato uno sforzo sovrumano, più di un’ora e mezza al limite di tutto, delle forze, della guidabilità della in discesa. La maglia verde è molto importante anche se il mio obiettivo primario resta quello di vincere una tappa”.

il verdetto
L’uomo uscito peggio dalla cronomarathon di oggi è Ivan Basso, undicesimo a 2’17″ dal vincitore. “E’ stata una prova durissima per tutti – ha detto il varesino, piombato a 3 minuti dalla – . Personalmente devo ammettere che questo non è il risultato che speravo. Ora bisognerà attaccare per cercare di vincere una tappa e migliorare in classifica”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/21-05-2009/emozione-menchov-50433534279.shtml?from=rss

L’emozione di Menchov "Dedicato a Horrillo"

giovedì, maggio 21st, 2009

RIOMAGGIORE (Sp), 21 maggio 2009 – La maratona a cronometro ha spaccato il Giro in due. In senso generale, perché il doppio colpo di Menchov ha modificato equilibri cristallizzati da una settimana. E volendo esagerare anche in chiave nazionalista, visto che la sfida si è ristretta: due stranieri contro gli italiani.

Denis Menchov è nato il 25 gennaio 1978. Reuters
Denis Menchov è nato il 25 gennaio 1978. Reuters

il russo e il veggente
Denis Menchov, 31 anni, russo che corre in Olanda, parla spagnolo e ha vinto due volte la Vuelta (una a tavolino), è il numero uno di una giornata meno traumatica del previsto, iniziata senza il campione olimpico Cancellara (ritiratosi) e finita con distacchi non così ampi tra i primi. “La – attacca il leader della Rabobank – è un bel premio da dedicare a Horrillo (il compagno di squadra che nella tappa di Bergamo ha rischiato la vita, ndr). Mi piaceva moltissimo questa crono, per questo l’ho preparata così bene. Leipheimer? Va forte e anche Di Luca è lì: sono sicuro che già da sabato farà di tutto per recuperare. Ma per me sono ancora in corsa sia Basso sia Sastre”. L’abruzzese si è confermato il più lucido nell’analisi di quello che sarebbe accaduto. “Avevo detto che con 2 minuti presi da Menchov e Levi sarei stato contento. Ora inizia un altro Giro, già a Bologna proverò a recuperare terreno, conosco benissimo quell’arrivo”.

Garzelli: E’ stato uno sforzo sovrumano, un’ora e mezza al limite di tutto

l’ora delle alleanze
Insieme al russo, i veri vincitori di giornata sono due: Franco Pellizotti e Stefano Garzelli. Il primo, quarto a due minuti da Menchov, ha scritto una parola pesante sul dualismo in casa Liquigas-Doimo e, di fatto, potrebbe ritrovarsi alleato con Di Luca anche se la versione del friulano è un’altra: “Io e Ivan siamo partiti alla pari per cercare di vincere il Giro, ci stiamo dando una mano e non c’è nessuna pressione dalla squadra. Il Giro è ancora lungo: attaccheremo uno alla volta. Menchov? Non ha una grandissima squadra, bisognerà saperlo attaccare”. Garzelli, terzo a 1’03″ dal russo, ha fatto una crono straordinaria: “È stato uno sforzo sovrumano, più di un’ora e mezza al limite di tutto, delle forze, della guidabilità della in discesa. La maglia verde è molto importante anche se il mio obiettivo primario resta quello di vincere una tappa”.

il verdetto
L’uomo uscito peggio dalla cronomarathon di oggi è Ivan Basso, undicesimo a 2’17″ dal vincitore. “E’ stata una prova durissima per tutti – ha detto il varesino, piombato a 3 minuti dalla – . Personalmente devo ammettere che questo non è il risultato che speravo. Ora bisognerà attaccare per cercare di vincere una tappa e migliorare in classifica”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/21-05-2009/emozione-menchov-50433534279.shtml?from=rss

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