SESTRI LEVANTE (Genova), 20 maggio 2009 – L’hanno provata anche tre volte. L’hanno filmata per mandare a memoria ogni curva, ogni strettoia. Qualcuno sogna perfino di evitarla e invece è lì, piazzata in mezzo al sentiero imboccato da chi vuole vincere il Giro del Centenario. La cronometro delle Cinque Terre è diventata una stella della corsa: parlano tutti di lei, la rispettano, timorosi del suo verdetto.
DISTACCHI —
“Terribile”, fu il commento di Lance Armstrong dopo la ricognizione dell’11 marzo, quando la frattura alla clavicola non aveva ancora fiaccato le velleità del cowboy. In quasi 61 chilometri c’è il margine per infliggere distacchi pesanti a Di Luca, ammesso che gli specialisti delle prove contro il tempo siano in grado di sottomettere un tracciato così anomalo alle loro volontà.
SALISCENDI CONTINUO —
Si parte da Sestri Levante, in pianura, per affrontare Passo del Bracco e Passo del Termine, con due discese talmente nervose che quasi tutti sceglieranno la bici da strada piuttosto che quella da specialisti. Il primo Gpm, 12 km con un lungo rettilineo conclusivo, è a quota 613 metri. Il secondo, a meno di 20 dal traguardo, è più breve ma molto più duro: 8 km sulla strada litoranea delle Cinque Terre con una sede stradale molto stretta. Sarà molto difficile trovare il ritmo a causa della lunga serie di curve prima dell’arrivo a Riomaggiore. In questo tratto chi avrà più energie farà la differenza.
100% TESTA E GAMBE —
“Per correre al meglio delle possibilità una crono come questa bisogna essere al 100% sia di gambe che di testa”, ha detto Denis Menchov, il rivale più pericoloso per Di Luca. “E’ una prova molto difficile, mi auguro che Levi abbia recuperato dalla caduta”, aggiunge Armstrong. “E’ una maratona in bici, può succedere davvero di tutto”, chiude Basso. Il primo, il belga Dockx, scatta alle 12.05; Di Luca alle 15.49. Oggi sapremo la verità.
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