Posts Tagged ‘Bicicletta’

[Video] I miti del Ciclismo

giovedì, dicembre 3rd, 2009

[daily]x62720[/daily]

http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_bicicletta http://www.museostoricodellabicicletta.it/: Nel „paese del ciclismo“ dove le vie principali portano il nome dei ciclisti più famosi, si trova il Museo Storico della e qui tantissime biciclette d’epoca vi aspettano per raccontarvi la loro storia……. federciclismo.it: piccola storia fotografica della http://www.guidorubino.com/bici/strada/storia/storia.htm (EN) International Cycling History Conference http://www.repubblicaletteraria.it/Bicicletta_rivista.htm Bicicletto o ? Ricerca di Fausta Samaritani] (EN) Lavoro di Hans-Erhard Lessing sulla presunta “ di Leonardo” (EN) [1] "Brimstone and Bicycles" di Mick Hamer da New Scientist, 29 Jan 2005 (EN) Il Velocipede del 1860 (EN) Il Salvo Quadricycle di Starley, rinominato Royal Salvo Versione di High Bicycle chiamata Ariel (EN) Columbia Chainless La americana Star

via  http://dailymotion.virgilio.it/video/x62720_i-miti-del-ciclismo_sport?from=rss

L’emozione di Menchov

giovedì, maggio 21st, 2009

RIOMAGGIORE (Sp), 21 maggio 2009 – La maratona a cronometro ha spaccato il Giro in due. In senso generale, perché il doppio colpo di Menchov ha modificato equilibri cristallizzati da una settimana. E volendo esagerare anche in chiave nazionalista, visto che la sfida si è ristretta: due stranieri contro gli italiani.

il russo e il veggente
Denis Menchov, 31 anni, russo che corre in Olanda, parla spagnolo e ha vinto due volte la Vuelta (una a tavolino), è il numero uno di una giornata meno traumatica del previsto, iniziata senza il campione olimpico Cancellara (ritiratosi) e finita con distacchi non così ampi tra i primi. “La maglia rosa – attacca il leader della Rabobank – è un bel premio da dedicare a Horrillo (il compagno di squadra che nella di Bergamo ha rischiato la vita, ndr). Mi piaceva moltissimo questa crono, per questo l’ho preparata così bene. Leipheimer? Va forte e anche Di Luca è lì: sono sicuro che già da sabato farà di tutto per recuperare. Ma per me sono ancora in sia Basso sia Sastre”. L’abruzzese si è confermato il più lucido nell’analisi di quello che sarebbe accaduto. “Avevo detto che con 2 minuti presi da Menchov e Levi sarei stato contento. Ora inizia un altro Giro, già a Bologna proverò a recuperare terreno, conosco benissimo quell’arrivo”.

Garzelli: E’ stato uno sforzo sovrumano, un’ora e mezza al limite di tutto

l’ora delle alleanze
Insieme al russo, i veri vincitori di giornata sono due: Franco Pellizotti e Stefano Garzelli. Il primo, quarto a due minuti da Menchov, ha scritto una parola pesante sul dualismo in casa Liquigas-Doimo e, di fatto, potrebbe ritrovarsi alleato con Di Luca anche se la versione del friulano è un’altra: “Io e Ivan siamo partiti alla pari per cercare di vincere il Giro, ci stiamo dando una mano e non c’è nessuna pressione dalla squadra. Il Giro è ancora lungo: attaccheremo uno alla volta. Menchov? Non ha una grandissima squadra, bisognerà saperlo attaccare”. Garzelli, terzo a 1’03″ dal russo, ha fatto una crono straordinaria: “È stato uno sforzo sovrumano, più di un’ora e mezza al limite di tutto, delle forze, della guidabilità della in discesa. La maglia verde è molto importante anche se il mio obiettivo primario resta quello di vincere una ”.

il verdetto
L’uomo uscito peggio dalla cronomarathon di oggi è Ivan Basso, undicesimo a 2’17″ dal vincitore. “E’ stata una prova durissima per tutti – ha detto il varesino, piombato a 3 minuti dalla maglia rosa – . Personalmente devo ammettere che questo non è il risultato che speravo. Ora bisognerà attaccare per cercare di vincere una e migliorare in classifica”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/21-05-2009/emozione-menchov-50433534279.shtml?from=rss

L’emozione di Menchov "Dedicato a Horrillo"

giovedì, maggio 21st, 2009

RIOMAGGIORE (Sp), 21 maggio 2009 – La maratona a cronometro ha spaccato il Giro in due. In senso generale, perché il doppio colpo di Menchov ha modificato equilibri cristallizzati da una settimana. E volendo esagerare anche in chiave nazionalista, visto che la sfida si è ristretta: due stranieri contro gli italiani.

Denis Menchov è nato il 25 gennaio 1978. Reuters
Denis Menchov è nato il 25 gennaio 1978. Reuters

il russo e il veggente
Denis Menchov, 31 anni, russo che corre in Olanda, parla spagnolo e ha vinto due volte la Vuelta (una a tavolino), è il numero uno di una giornata meno traumatica del previsto, iniziata senza il campione olimpico Cancellara (ritiratosi) e finita con distacchi non così ampi tra i primi. “La maglia rosa – attacca il leader della Rabobank – è un bel premio da dedicare a Horrillo (il compagno di squadra che nella di Bergamo ha rischiato la vita, ndr). Mi piaceva moltissimo questa crono, per questo l’ho preparata così bene. Leipheimer? Va forte e anche Di Luca è lì: sono sicuro che già da sabato farà di tutto per recuperare. Ma per me sono ancora in sia Basso sia Sastre”. L’abruzzese si è confermato il più lucido nell’analisi di quello che sarebbe accaduto. “Avevo detto che con 2 minuti presi da Menchov e Levi sarei stato contento. Ora inizia un altro Giro, già a Bologna proverò a recuperare terreno, conosco benissimo quell’arrivo”.

Garzelli: E’ stato uno sforzo sovrumano, un’ora e mezza al limite di tutto

l’ora delle alleanze
Insieme al russo, i veri vincitori di giornata sono due: Franco Pellizotti e Stefano Garzelli. Il primo, quarto a due minuti da Menchov, ha scritto una parola pesante sul dualismo in casa Liquigas-Doimo e, di fatto, potrebbe ritrovarsi alleato con Di Luca anche se la versione del friulano è un’altra: “Io e Ivan siamo partiti alla pari per cercare di vincere il Giro, ci stiamo dando una mano e non c’è nessuna pressione dalla squadra. Il Giro è ancora lungo: attaccheremo uno alla volta. Menchov? Non ha una grandissima squadra, bisognerà saperlo attaccare”. Garzelli, terzo a 1’03″ dal russo, ha fatto una crono straordinaria: “È stato uno sforzo sovrumano, più di un’ora e mezza al limite di tutto, delle forze, della guidabilità della in discesa. La maglia verde è molto importante anche se il mio obiettivo primario resta quello di vincere una ”.

il verdetto
L’uomo uscito peggio dalla cronomarathon di oggi è Ivan Basso, undicesimo a 2’17″ dal vincitore. “E’ stata una prova durissima per tutti – ha detto il varesino, piombato a 3 minuti dalla maglia rosa – . Personalmente devo ammettere che questo non è il risultato che speravo. Ora bisognerà attaccare per cercare di vincere una e migliorare in classifica”.

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/21-05-2009/emozione-menchov-50433534279.shtml?from=rss

In bici a Venezia? Strano, ma si può

venerdì, maggio 15th, 2009

VENEZIA, 5 maggio 2009 – Venezia è pronta, Il Giro è già qui. E per accogliere degnamente la rosa in una città che non sembra proprio fatta a misura di , l’amministrazione comunale veneziana ha promosso la pubblicazione del volume di Alberto Fiorin intitolato “Pedalando sull’acqua: cento anni di ciclismo a Venezia” (Ediciclo Editore), che vuole essere una sorta di ricostruzione della storia sociale della in laguna. Luogo… ostico per la pratica dello sport delle due ruote, in realtà la città lagunare ha giocato un ruolo importante anche per questo aspetto e l’idea del libro – presentazione ufficiale giovedì (7 maggio) alle ore 15 al Quartiertappa del Giro (Palasport Gianquinto, all’Arsenale) – è seguire la strada, nel corso di cento e più anni, tracciata dalla passione dei veneziani per questa pratica sportiva e turistica. Parallelamente a questo volume, l’assessore allo sport Sandro Simionato, ha voluto organizzare una raccolta di materiali fotografici e video che documentino gli eventi e la storia del ciclismo a Venezia, al fine di realizzare un grande archivio online di immagini e di testimonianze aperto alla consultazione di tutti dal titolo “Cento Anni di Ciclismo a Venezia”. Inizialmente aperto alle società ciclistiche del territorio, nei prossimi giorni la raccolta delle immagini sarà allargata all’intera cittadinanza. La documentazione che verrà fornita sarà pubblicata on line

TRA I CANALI - Una città d’acqua, di ponti, di strade che non sono strade, in cui si procede a piedi o a remi – racconta Alberto Fiorin nel suo volume; una

Un velocipide a pedali sul Canal Grande
Un velocipide a pedali sul Canal Grande

città che non conosce il rombo del motore di un’automobile: può apparire paradossale, ma una città così ha immediatamente amato – e ancora ama – le due ruote. Di fatto era impossibile utilizzare la per le evidenti difficoltà urbanistiche e ambientali: i ponti, i canali, la laguna, l’impraticabilità del centro storico. Eppure ciò avvenne, e avviene tuttora.

IL PIACERE DELLA SFIDA - L’ostinazione di utilizzare a tutti i costi la , nonostante tutto e tutti, può forse rappresentare la non accettazione di sentirsi isolati dal mondo, di essere tagliati fuori dal movimento, dalla velocità, dalla natura, dallo sport. Cento anni di ciclismo a Venezia scorrono in queste pagine, ricordando gli albori della in Italia, la formazione delle prime società velocipedistiche lagunari, i viaggi compiuti da e per il centro storico, le continue proibizioni e le immancabili trasgressioni. E poi la costruzione del grande ponte translagunare che ha stravolto il rapporto con la terraferma, le varie partenze e gli arrivi del Giro d’Italia, per arrivare quindi a fotografare la situazione esistente con le aggregazioni ciclistiche ancora attive. L’intenso rapporto vissuto da Venezia con il ciclismo cela quindi il piacere della sfida, l’emozione e la magia della conoscenza del territorio circostante attraverso un mezzo silenzioso e libertario, pulito e fragile come la . E la nostra è una bici particolare, leggera, fatta della stessa sostanza dei sogni: è una bici talmente speciale che può pedalare anche sull’acqua.

Pedalando sull’acqua, di Alberto Fiorin. Ediciclo. Pagine 120, € 14.90

via  http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/06-05-2009/bici-venezia-50365794862.shtml?from=rss

BELLEZZE DI PANTELLERIA E BELLEZZE IN BICICLETTA

venerdì, maggio 15th, 2009




Nell’ambito della manifestazione Pantelfest organizzata al castello e inaugurata dal sindaco Salvatore Gino Gabriele abbiamo avuto modo di conoscere attraverso la loro mostra fotografica presso la sala messa a disposizione alla associazione A.I.D.O. i fotografi Carlo Ottolina e Giacomo Montrasio che da Seregno in provincia di Milano hanno voluto partecipare alla manifestazione,e abbiamo chiesto loro una breve intervista.

Come avete conosciuto Pantelleria.

In visita al VINITALY dell’anno 2005 abbiamo avuto modo di assaggiare il famoso passito di Pantelleria dei produttori Minardi e entusiasmati dal loro prodotto una settimana dopo decidemmo di visitare Pantelleria.
Era il mese di maggio,ed era tutta in fiore, essendo appassionati di fotografia, non potevamo trovare un occasione migliore per innamorarci dell’isola. Delle numerosissime foto che non smettevamo di scattare molte sono state pubblicate su riviste di settore relative all’apicoltura.

Per quale motivo la vostra mostra fotografica è inserita nell’esposizione A.I.D.O.

Noi ci occupiamo di A.I.D.O. da diversi anni ma è stato proprio a Pantelleria che il nostro interesse per l’associazione è cresciuto dando una svolta al nostro impegno. Durante il nostro terzo ritorno sull’isola fotografando la processione della Madonna della Margana abbiamo avuto occasione di conoscere alcuni componenti dell’associazione A.I.D.O. di Pantelleria in particolare Emilia Culoma presidente della sezione di Pantelleria e mamma di Stefano Bonomo. Tramite lei siamo poi stati invitati a partecipare alla manifestazione ciclistica dei trapiantati d’organo organizzata in occasione della ricorrenza del diciottesimo compleanno di Stefano. Da questo momento l’incontro con questo straordinario gruppo ha consolidato il nostro vivo interesse per l’associazione A.I.D.O.

Il titolo della vostra mostra fotografica oltre a riferirsi alla bellezza di Pantelleria raffigura anche delle giovani atlete in , come mai questo abbinamento.

Proprio l’incontro a Pantelleria del gruppo ciclistico trapiantati ha risvegliato in noi una vecchia passione per questo sport e per sostenere l’associazione ci siamo impegnati a far conoscere il gruppo nel circuito internazionale del ciclismo. Quasi contemporaneamente abbiamo incontrato anche il mondo del ciclismo femminile e da qui è partita l’idea di creare una associazione che si chiama Ciclismo in Rosa proprio per collegare il mondo del ciclismo con le realtà del volontariato. Ecco il motivo della nostra scelta per questa mostra in cui abbiamo voluto abbinare la bellezza della natura di Pantelleria con la bellezza delle atlete del ciclismo femminile.

La vostra associazione ha progetti prossimi che riguardano Pantelleria.

Data la conformazione dell’isola e il clima di Pantelleria riteniamo che sia un luogo ideale per gli allenamenti invernali dei Team internazionali femminili. Ricollegandoci anche all’interessante discorso del sindaco Gabriele di apertura verso il turismo sull’isola in tutte le stagioni,questo sarà il prossimo obbiettivo della nostra Associazione sportiva Ciclismo in Rosa per ulteriori aggiornate informazioni visitate il nostro sito www.ciclismoinrosa.net .

via  http://ciclismorosa.blogspot.com/2009/05/bellezze-di-pantelleria-e-bellezze-in.html

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