VENEZIA, 5 maggio 2009 – Venezia è pronta, Il Giro è già qui. E per accogliere degnamente la corsa rosa in una città che non sembra proprio fatta a misura di bicicletta, l’amministrazione comunale veneziana ha promosso la pubblicazione del volume di Alberto Fiorin intitolato “Pedalando sull’acqua: cento anni di ciclismo a Venezia” (Ediciclo Editore), che vuole essere una sorta di ricostruzione della storia sociale della bicicletta in laguna. Luogo… ostico per la pratica dello sport delle due ruote, in realtà la città lagunare ha giocato un ruolo importante anche per questo aspetto e l’idea del libro – presentazione ufficiale giovedì (7 maggio) alle ore 15 al Quartiertappa del Giro (Palasport Gianquinto, all’Arsenale) – è seguire la strada, nel corso di cento e più anni, tracciata dalla passione dei veneziani per questa pratica sportiva e turistica. Parallelamente a questo volume, l’assessore allo sport Sandro Simionato, ha voluto organizzare una raccolta di materiali fotografici e video che documentino gli eventi e la storia del ciclismo a Venezia, al fine di realizzare un grande archivio online di immagini e di testimonianze aperto alla consultazione di tutti dal titolo “Cento Anni di Ciclismo a Venezia”. Inizialmente aperto alle società ciclistiche del territorio, nei prossimi giorni la raccolta delle immagini sarà allargata all’intera cittadinanza. La documentazione che verrà fornita sarà pubblicata on line
TRA I CANALI - Una città d’acqua, di ponti, di strade che non sono strade, in cui si procede a piedi o a remi – racconta Alberto Fiorin nel suo volume; una
-

- Un velocipide a pedali sul Canal Grande
città che non conosce il rombo del motore di un’automobile: può apparire paradossale, ma una città così ha immediatamente amato – e ancora ama – le due ruote. Di fatto era impossibile utilizzare la bicicletta per le evidenti difficoltà urbanistiche e ambientali: i ponti, i canali, la laguna, l’impraticabilità del centro storico. Eppure ciò avvenne, e avviene tuttora.
IL PIACERE DELLA SFIDA - L’ostinazione di utilizzare a tutti i costi la bicicletta, nonostante tutto e tutti, può forse rappresentare la non accettazione di sentirsi isolati dal mondo, di essere tagliati fuori dal movimento, dalla velocità, dalla natura, dallo sport. Cento anni di ciclismo a Venezia scorrono in queste pagine, ricordando gli albori della bicicletta in Italia, la formazione delle prime società velocipedistiche lagunari, i viaggi compiuti da e per il centro storico, le continue proibizioni e le immancabili trasgressioni. E poi la costruzione del grande ponte translagunare che ha stravolto il rapporto con la terraferma, le varie partenze e gli arrivi del Giro d’Italia, per arrivare quindi a fotografare la situazione esistente con le aggregazioni ciclistiche ancora attive. L’intenso rapporto vissuto da Venezia con il ciclismo cela quindi il piacere della sfida, l’emozione e la magia della conoscenza del territorio circostante attraverso un mezzo silenzioso e libertario, pulito e fragile come la bicicletta. E la nostra è una bici particolare, leggera, fatta della stessa sostanza dei sogni: è una bici talmente speciale che può pedalare anche sull’acqua.
Pedalando sull’acqua, di Alberto Fiorin. Ediciclo. Pagine 120, € 14.90
via
http://www.gazzetta.it/Speciali/Giroditalia/it/06-05-2009/bici-venezia-50365794862.shtml?from=rss